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21.09.2018

Oncologia, l’ospedale ha un’arma in più

Attori e protagonisti della donazione all’ospedale di Gavardo
Attori e protagonisti della donazione all’ospedale di Gavardo

È attiva ormai da più di un mese, dallo scorso luglio, ma è stata ufficialmente inaugurata ieri pomeriggio: è la cappa per chemioteramici del servizio oncologico dell’ospedale di Gavardo, un impianto di ultima generazione (del valore di circa 10mila euro) che permette agli operatori di lavorare sicurezza nel delicato momento della preparazione delle infusioni di antiblastici, e allo stesso tempo garantisce la massima qualità delle infusioni stesse. Una bella notizia, il risultato di una sinergia tra pubblico (l’ospedale e l’Asst del Garda) e privato (la famiglia Niboli, i proprietari dell’azienda Valsir del gruppo Silmar), legati insieme grazie al lavoro dell’associazione Esa, Educazione alla Salute Attiva Onlus. «Questa è una cappa davvero speciale - ha detto Peter Assembergs, direttore generale dell’Asst del Garda - non solo perché permette di lavorare con farmaci di altissimo livello, che possono salvare una vita, e con terapie farmacologiche mirate, fino al singolo caso, ma perché è il simbolo del territorio che dà una mano al proprio ospedale di riferimento. Ringrazio la famiglia Niboli e l’associazione Esa per l’attenzione che hanno dedicato al presidio di Gavardo: questa donazione è la testimonianza del profondo legame con il territorio». PRESENTI anche Federica Niboli, consigliere delegato Valsir, e Nini Ferrari dell’associazione Esa Onlus: a maggio grazie al lavoro di Esa è stato donato un Dignicap all’ospedale di Desenzano, una macchina che permette di prevenire la caduta dei capelli nei pazienti in chemioterapia. Ora la nuova cappa, domani chissà: «Ci sentiamo come l’anello di congiunzione tra istituzioni e generosità imprenditoriale - ha detto Ferrari – e dato l’ottimo risultato, siamo convinti che la collaborazione si potrà ripetere. Non escludiamo che in futuro anche a Gavardo si possa attivare il servizio “Bella anche in ospedale”, con volontarie in campo che aiutano le donne a truccarsi, a vestirsi, a sentirsi belle anche durante la malattia». •

A.GAT.
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