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25.01.2018

Per l’ex Pasotti il futuro resta un’incognita

Il sito dismesso della Industrie Pasotti in via XX Settembre: l’area è in attesa della riconversioneLa demolizione della ex sede della Pasotti si è conclusa da poco:  ora si attende un’ipotesi di futuro
Il sito dismesso della Industrie Pasotti in via XX Settembre: l’area è in attesa della riconversioneLa demolizione della ex sede della Pasotti si è conclusa da poco: ora si attende un’ipotesi di futuro

Massimo Pasinetti Da cuore pulsante di Sabbio ad area dismessa in cerca di futuro. Per la ex Industrie Pasotti è tempo di rinascere. O meglio: sarebbe tempo di rinascere. Perché al momento sul tavolo ci sono solamente una convenzione urbanistica e un piano di recupero (60% residenziale, 40% commerciale) in scadenza proprio in questi giorni e che furono sottoscritti a fine anni Novanta, dopo il trasloco dell’azienda dalla centrale via XX Settembre alla zona artigianale Paline. Il tutto mentre proprio in via XX Settembre si è conclusa da poco la demolizione della sede storica della Ips. «Scaduto il piano di recupero di fine anni Novanta, non è facile trovare alternative - ammette il sindaco di Sabbio Onorio Luscia - In un prossimo futuro il tema andrà sicuramente affrontato, con tutta la nostra disponibilità verso soluzioni condivise - conclude Luscia - L’obiettivo è rivitalizzare una zona centrale e strategica del paese». LA VICENDA. Sullo sfondo, ovviamente, le traversie della Pasotti Industrie, dichiarata fallita a fine 2017 dopo 65 anni di gloriosa militanza. Per fortuna senza conseguenze drammatiche per i 214 dipendenti del ramo di Sabbio, acquisito (in affitto per ora ma con l’impegno a rilevarlo) dalla Orange1 Foundry, subentrata nell’attività di pressofusione in alluminio. Stesso percorso ha avuto il ramo di Prevalle delle Industrie Pasotti, dove la ditta Tematrade è ora subentrata in pieno salvando i 130 posti di lavori. «L’augurio è che tutto vada come deve andare anche qui a Sabbio - commenta Luscia - Orange1 ha promesso di investire, potenziando la produzione e risolvendo alcune problematiche ambientali». Era il 1952 quando i fratelli Pasotti, Aldo, Attilio, Adamo e Giuseppe, acquisirono in via XX Settembre l’ex calzificio Moraschi, lavorando per 12 anni come filiale della Pasotti Giacomo di Lumezzane. Poi, nel 1964, l’azienda divenne Industrie Pasotti spa, con Aldo presidente e con oltre 250 dipendenti impegnati nella produzione di manufatti in leghe di ottone, alluminio e zama, oltre che nel settore del riscaldamento domestico. A fine anni Novanta, come detto, la delocalizzazione, con il trasloco nella zona artigianale Paline. «Prima dell’arrivo della Pasotti per chi viveva a Sabbio lavoro faceva rima con Falck di Vobarno o con Odolo - ricorda il sindaco Luscia - Con la Pasotti tutto cambiò. Arrivarono la possibilità del posto fisso. Per Sabbio una rivoluzione, tanto che ancora oggi dei 214 dipendenti di Orange1 gran parte sono figli o nipoti di ex lavoratori Ips». Un cerchio che si chiude. In attesa del recupero del sito di via XX Settembre. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Pasinetti
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