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02.03.2018

Quelle maniglie d’autore hanno aperto il mondo

Il verde sostituirà i capannoni
Il verde sostituirà i capannoni

Si legge una lunga storia di inventiva e capacità industriale nelle tracce lasciate da questo importante pezzo del Novecento economico e sociale di Agnosine. Una storia che è finita nel 2009 con la chiusura della Rivadossi; un triste addio arrivato 12 anni dopo l’uscita di scena dell’altra, datata realtà produttiva di Agnosine: la «Reguitti». NATA NEL 1920 da un’idea del pioniere Giacinto Rivadossi che le ha poi dato il nome, e diventata realtà l’anno seguente a partire dalla sistemazione di un vecchio mulino, la fabbrica cancellata dai saliscendi del mercato ha brillato per decenni producendo maniglie di qualità poco sopra il torrente Bondaglio che attraversava, attraversa e attraverserà ancora Agnosine, e che allora era la fonte di energia per la produzione. La piena operatività arrivò nel 1922, poi il graduale sviluppo: quando era all’apice, la Giacinto Rivadossi spa contava un centinaio di dipendenti, scesi a soli 40 alla fine della parabola discendente; nel 2009. Nata come una piccola impresa, una delle tante della vicenda industriale italiana e valsabbina, si sviluppò rapidamente grazie alle intuizioni del patron conquistando prima il mercato europeo, poi quello mediorientale e infine, al massimo dello sviluppo e grazie a un proprio distributore, quello degli Stati Uniti, allargandosi anche al vasto territorio canadese. Infine il lento tracollo: prima la ferita della lunga crisi che ha colpito nello specifico il settore delle maniglierie, poi il colpo mortale inferto dalla crisi generale.

M.PAS.
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