Profughi,
ecco la mappa
dell’accoglienza

di Giuseppe Spatola

Un flusso che non accenna a diminuire a fronte di posti che diventano sempre più difficili da trovare. Oramai l’emergenza profughi in provincia di Brescia è una realtà che solo la tendopoli prevista all’ex Caserma Serini potrà alleviare. Negli ultimi dieci giorni, con gli sbarchi che sembrano ignorare l’inverno e i marosi del canale di Sicilia, nel bresciano sono arrivati un centinaio di richiedenti asilo e altri 55 sono attesi a stretto giro di posta. Il totale dei profughi accolti attualmente nel Bresciano è di 2693, con la soglia dei 2700 pronta per essere abbattuta già prima della fine del mese. I «contingenti» da gestire in una volta sola sono sempre più consistenti e mettono a dura prova l’organizzazione prefettizia, costretta a volte a «parcheggiarli» in strutture temporanee mentre cerca soluzioni più diffuse, come accaduto a Barbariga. O come accade al Pampuri cittadino che scoppia.

IN QUESTI GIORNI, secondo quanto riferito in Broletto, sta venendo in aiuto la Valcamonica dove si sta concretizzando l’accordo con la Comunità Montana e con una trentina di Comuni per una reale microaccoglienza, gestibile e trasparente. Del resto, secondo quanto riferito dall’assessore regionale alla sicurezza, Simona Bordonali, «la fotografia lombarda delle presenze di aspiranti profughi è agghiacciante». In 6 mesi sono aumentati del 50%, arrivando alla cifra record di 23.031. Un sistema che solo in Lombardia richiede risorse pari a 800 mila euro al giorno. «Le commissioni prefettizie lombarde stabiliscono che in 2 casi su 3 manteniamo dei clandestini - ha ricordato la Bordonali -. Non c’è la volontà da parte del Governo di cambiare la situazione semplicemente perché gli affari economici per cooperative e albergatori falliti sono mirabolanti. Il premier Matteo Renzi ha già riempito di immigrati ex scuole, capannoni, strutture private, condomini come quello di via Asiago a Monza, residence, ex case cantoniere e ora è passato alle caserme, come la Montello di Milano o la Serini di Montichiari. Le strutture occupate sei mesi fa erano circa 850, ora sono arrivate a 1.100. Si trasformano in centri accoglienza pizzerie e birrerie e si improvvisano cooperative sociali agenzie immobiliari e società agricole. Ecco chi specula davvero sull’immigrazione». Intanto in Lombardia si stanno moltiplicando le proteste dei cittadini contro l'arrivo di migliaia di aspiranti profughi. «Qui non c'è più posto - ha chiuso l’assessore -. Si rimpatrino tutti i clandestini. Renzi ascolti il popolo lombardo altrimenti la spallata finale al suo governo arriverà da qui».Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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