«Abbiamo dato il meglio Così ci conosce il mondo»

di Sara Centenari
Il palco del Grande ha ospitato un evento di grande effetto che ha colpito il cuore dei brescianiLa voce del soprano Laura Ulloa, le note al pianoforte del poliedrico Danilo Rea a Bergamo
Il palco del Grande ha ospitato un evento di grande effetto che ha colpito il cuore dei brescianiLa voce del soprano Laura Ulloa, le note al pianoforte del poliedrico Danilo Rea a Bergamo
Il palco del Grande ha ospitato un evento di grande effetto che ha colpito il cuore dei brescianiLa voce del soprano Laura Ulloa, le note al pianoforte del poliedrico Danilo Rea a Bergamo
Il palco del Grande ha ospitato un evento di grande effetto che ha colpito il cuore dei brescianiLa voce del soprano Laura Ulloa, le note al pianoforte del poliedrico Danilo Rea a Bergamo

Quanta strada da fare per rendere il mito di Brescia un quadro più sfaccettato e anche veritiero. Mostrare al mondo che tra le pietre e i metalli lavorati da queste parti c’erano, da secoli, anche le vene d’oro della musica, l’argento vivo del teatro, quadri splendenti come diamanti. Ma forse un bel pezzo di quella strada è già alle nostre spalle. L’ex monastero è diventato un museo sempre più grande e autorevole, gli chapiteau degli anni Duemila fecero conoscere in Italia il circo (d’arte) contemporanea, il teatro ha scommesso sui drammaturghi attuali e sulle prove aperte, la Vittoria Alata ha dispiegato le sue ali, l’archeologia si è sposata con la comunicazione e il Grande ha aperto le sue «boîtes des merveilles»: la sala grande e gli scrigni adatti a gioielli classici e lampi sperimentativi. Quelle espressioni «capitale della cultura creativa» e «capitale della cultura del lavoro» che vennero usate di fronte al mondo imprenditoriale bresciano 5 anni fa in un incontro targato Aib dall’assessore alla Cultura e vicesindaco Laura Castelletti insieme al primo cittadino Emilio Del Bono, suscitando sia fascinazione che incredulità, hanno preso concretezza anno dopo anno con la decisione di gettare il cuore oltre l’ostacolo: perché va ricordato che il dramma della pandemia ha di sicuro contribuito a far propendere il Ministero verso la scelta di Bs e Bg, anche per auspicare e simboleggiare la rinascita del Paese, ma il percorso, il dossier e i sogni esistevano già. «Brescia non ha la reputazione che merita sul piano culturale, architettonico e artistico: era il momento di farlo sapere fuori da Brescia. I giornali internazionali hanno colto la balla al balzo: New York Times e Financial Times stanno oggi raccontando Brescia e Bergamo» ha sottolineato con forza ieri al Grande Camilla Baresani, presidente del Centro teatrale Bresciano. «Ci sentiamo come i ragazzi la notte prima degli esami: abbiamo studiato e lavorato molto intensamente e ora dobbiamo solo pensare di mettere a terra il meglio e non fare errori di ortografia!» sorride al pensiero di un programma «straordinariamente ricco» anche il direttore di Fonazione Brescia Musei Stefano Karadjov. «Due nuovi musei, ad esempio. La sezione età romana di Santa Giulia che se ci trovassimo altrove costituirebbe un museo a sé - cioè 1600 metri quadri espositivi - e quello del Risorgimento La Leonessa d’Italia che apre sabato 28 gennaio». Queste «le eredità»: ciò che rimarrà per sempre. «E poi la danza contemporanea al museo, lo spettacolo Tre ritratti dedicato a Ceruti con il Ctb dal 31 gennaio e le grandissime mostre. Miseria e Nobiltà, la monografica in Pinacoteca sul Pitocchetto, assieme all’intervento del fotografo David LaChapelle per Ceruti. Impossibile dire tutto, conclude Karadjov: «Unica strada possibile è viverlo». Sinergie che portano sul podio: per il Ctb Baresani parla di «un’altissima produttività artistica in collaborazione con altri teatri italiani che ci ha permesso di piazzarci nei ranking del Ministero al terzo posto nei teatri di rilevante interesse culturale. La politica di scambi porta il nome di Brescia dappertutto». E questo significa anche «scambiare» i pubblici e spiazzare aprendo porte dei musei a segni d’arte inediti, come accadrà con Fondazione nazionale della danza. «Domenica lo spettacolo contemporaneo si dipanerà nei musei dal Capitolium fino ad arrivare in Pinacoteca. L’idea è questa animazione costante di spazi meravigliosi perché i musei non sono i luoghi dove è noioso andare ma sono piacevoli e divertenti - rimarca con gioia Francesca Bazoli presidente Fbm -. E per condividere questo spirito abbiamo pensato per tutti i bresciani - e tutti quelli che accogliamo sul nostro territorio - il biglietto gratuito per il 2023 in tutti i musei». Oggi i due eventi di piazza. «Offriamo il concerto in piazza Loggia e lo spettacolo immersivo con gli acrobati che si caleranno dalla facciata del palazzo delle Poste aprendo il 2023 ma c’è molto altro nei prossimi mesi, come la programmazione in luglio de Le città invisibili. Il futuro è un dovere regia di Fausto Cabra - che dedichiamo alla città - prima del progetto sui “miti“ nella zona di via Milano» aggiunge Gian Mario Bandera direttore Ctb. Una città dai molti centri, dunque, come lo sono le «capitali»: Milano, Roma, Vienna, Parigi. E, come in Calvino, una città di memoria, desideri, occhi, segni, scambi. Aperta e già letta o chiusa e ancora tutta da dire. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA