«La primavera, l’amore e le rose» di Castelnovi

Un testo speciale fresco di stampa; felice incontro tra competenza filologica e sensibilità creativa. «La Primavera, l’Amore e le Rose» - Antologia di poesia latina da Sulpicia al tardoantico (Marcianum Press, Edizioni Studium), oggi alle 11 in piazza Vittoria per Librixia, è l’opera, postuma, che raccoglie il lavoro di ricerca, analisi e traduzione del latinista bresciano Enrico Castelnovi (1947-2020). Già docente di latino e italiano - per molti anni al Liceo cittadino Gambara - Castelnovi è stato apprezzato traduttore (vedi le «Odi» di Orazio, Morcelliana 2012, o le «Ecloghe» di Virgilio); studioso attento, ma anche autore di raffinati versi («Riflessi a distanza» Starrylink 2006): un sorvegliatissimo flusso di parole precise, preziose e vive, segno di un sentire profondo e di uno sguardo sempre aperto, curioso e misurato tra consapevolezza amara e sorridente ironia. Insieme al gusto della Bellezza che ritroviamo centrale nel nuovo florilegio dedicato al tema amoroso, alle sue mille declinazioni; anche di toni: sobri, allusivi, erotici. Antichi carmi, alcuni anonimi; lacerti e frammenti ricchi di suggestione da Apuleio (II sec d.C.) a Venanzio Fortunato (VI sec). Con una sezione introduttiva dedicata a «Sulpicia», una delle rare poetesse della latinità: voce femminile che, anticonformista e ribelle, canta amorosi ardori e impeti sensuali. Dentro un libro che attesta la vitalità della cultura antica, dei suoi sogni e miti. La Primavera, l’aurorale stagione in cui nasce il mondo; la Rosa (florum sidus, stella dei fiori); la dea della stella e del fiore, Venere; Cupido et ludos et gaudia... Giochi e piaceri e «loci amoeni»... Visioni di forza e grazia, frutto di una sapiente traduzione, agile, rigorosa e moderna. Lo sottolinea anche Gian Enrico Manzoni nella prefazione: «L’espressione compiuta della passione di lettura e interpretazione del curatore. Enrico Castelnovi - prematuramente strappato nel 2020 agli affetti della famiglia e degli amici - vi ha infuso cuore e dottrina, sentimenti vivi ed esperienza vertologica». Piera Maculotti