Max Klinger, cent’anni in una mostra

Il foglio «Accordi», dalla serie «Fantasia su Brahms» del 1894
Il foglio «Accordi», dalla serie «Fantasia su Brahms» del 1894
Il foglio «Accordi», dalla serie «Fantasia su Brahms» del 1894
Il foglio «Accordi», dalla serie «Fantasia su Brahms» del 1894

L’arte come veste di idea di una forma sensibile che, tramite analogie, trasmette il variegato universo di potenzialità allusive. Così teorizzava, nel 1886, Jean Moréas nel suo «Manifesto del movimento simbolista». In questo mondo sospeso tra senso ed inconscio, tra realtà e suggestione, il simbolismo è gemma che germoglia tra i due scorsi secoli, proponendo una via altra rispetto alle correnti contemporanee rappresentate da naturalismo e realismo. Di questo avvenente pensiero mitteleuropeo restano testimonianze suggestive nelle incisioni di Max Klinger, nato a Lipsia nel 1857 e scomparso nel 1920 nella tedesca Grossjena. A LORO e al loro creatore, nel centenario dalla sua morte, la Galleria dell’Incisione dedica l’esposizione «Max Klinger – L’enigma romantico», in mostra da oggi e fino al 10 febbraio, pronta a sconfinare dal 2020 al 2021, aperta dalle 16 fino alle 21. AL SUO INTERNO sono esposte le serie grafiche complete di incisioni «Eva e il futuro», datata 1880, «Intermezzi» e «Un guanto», realizzate l’anno successivo. Al loro fianco, opere di artisti coevi a Klinger - Willi Geiger, Otto Greiner, Richard Müller e Joseph Uhl -, ma anche una ricca selezione di contemporanei, ispirati e affascinati dal suo codice, dalla sua poesia figurativa. Saranno, infatti, esposte le interpretazioni dell’enigma romantico fornite da Giorgio Bertelli, Vanni Cuoghi, Franco Fanelli, Giuseppe Gallizioli, Fausto Gilberti, Giorgio Maria Griffa, Franco Matticchio, Alessandro Papetti, Francesco Parisi, Andrea Pedrazzini, Livio Scarpella e Velasco Vitali. NELLA VITA dell’artista, il suo continuo viaggio intriso del fascino per la bohéme delle atmosfere europee lo ha portato anche in Italia, prima sospinto dall’interesse per il marmo di Carrara, poi attirato dalla magnificenza romana e, infine, dai venti caldi della Sicilia. L’ARTE di Klinger, contaminata dalle infinite vie percorse, propone un sentiero che è collegamento tra i codici classici e le cifre moderne. Attraverso le sue opere si scava nei sentimenti dell’animo umano, nelle sue paure, nell’amore che crea e nella morte che sopisce, con uno strumento, quello dell’incisione, dai poteri alchemici. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fiorenza Bonetti

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