Storia di due poeti Il «Lago Gerundo» premia Migliorati

Lo scrittore Vittorio Sereni
Lo scrittore Vittorio Sereni

A Paullo il saggista monteclarense Federico Migliorati si è aggiudicato la 17esima edizione del premio letterario internazionale Lago Gerundo per il carteggio da lui curato «Come nasce un poeta» (Minerva editrice, 176 pagine, 15 euro), che raccoglie l'epistolario intercorso fra il 1965 e il 1982 fra Vittorio Sereni e Roberto Pazzi. Scandagliando analiticamente uno dei rapporti culturali più fecondi del secondo dopoguerra, in anni di fertile apprendistato per lo scrittore ferrarese agli inizi di una promettente carriera, a cui l'ormai anziano e affermato autore di versi immortali fornì una miniera di preziosi consigli. A 37 anni dalla scomparsa di Sereni, questa corrispondenza inedita ne documenta gli slanci e gli interessi verso quanto di nuovo si muoveva negli ambiti letterari che avvertiva a lui affini, come spiega nell’avvincente intervista che apre il libro lo stesso Pazzi, raccontando degli incontri tirrenici a Bocca di Magra e ripercorrendo gli esordi del proprio itinerario letterario, con particolare attenzione alle scelte stilistiche che sottopose all'attenzione di Sereni e alle tematiche della memoria dei luoghi e della rievocazione della giovinezza rivisitata nelle sue opere. DAL CARTEGGIO fra i due artisti traspare l'irrefrenabile passione di entrambi gli interlocutori per il proprio lavoro e la stima reciproca che ha consentito un'amicizia in estrema schiettezza. Lungo le pagine si trovano qua e là anche curiosità e aneddoti inattesi, come per esempio le due lettere spedite a Pazzi da Salvatore Quasimodo e Giuseppe Pontiggia, o la recensione che un allora sconosciuto Vittorio Sgarbi firmò nel 1973 alla prima silloge di versi di Pazzi, intitolata «L’esperienza anteriore». In chiusura viene presentata un'agile antologia delle sue poesie. Giornalista e poeta, oltre che studioso, Migliorati ha alle spalle importanti lavori su poeti come Giovanni Pascoli e Franco Loi. La motivazione stesa dalla critica letteraria Roberta Grandi per la giuria del Premio parla di «lettura godibile e a tratti divertente, in cui si avverte la smania di emergere di una nuova voce poetica e la più saggia, talvolta troppo occupata, penna dell’artista ormai affermato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Flavio Marcolini