«Zed al lavoro per un’iniziativa più libera»

Valeria Arzenton: imprenditrice
Valeria Arzenton: imprenditrice

Una sentenza senza precedenti, che non lascia spazio a zone d’ombra: «Multa da 10 milioni a Ticketone per abuso di posizione dominante». Secondo l'Autorità, il gruppo Cts Eventim, che opera nel mercato italiano della vendita di biglietti per eventi live di musica leggera proprio attraverso Ticketone, ha attuato «una complessa strategia abusiva di carattere escludente che ha precluso agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere, con qualsiasi modalità e tramite qualsiasi canale, una quota particolarmente elevata di biglietti per eventi live di musica leggera». IN PRIMA linea nella battaglia vinta contro la multinazionale tedesca c’è sempre stata Valeria Arzenton, imprenditrice veneta (46 anni) cofondatrice del gruppo Zed, cui fanno capo strutture di proprietà (fra cui il Gran Teatro Morato di Brescia) e altre per le quali cura la gestione in ambito-spettacoli (come il Palageorge di Montichiari). Un passo indietro alle origini della querelle: nel maggio 2012 Zed costituisce il servizio di biglietteria Fastickets, continuando comunque ad operare per una certa allocazione di biglietti con Ticketone. A inizio 2018 Ticketone e alcuni suoi affiliati promuovono un’azione legale nei confronti delle società della Arzenton per inibire la vendita di biglietti tramite Fastickets, ma perdono in giudizio e rinunciano a presentare reclamo; sempre nel 2018 Zed stringe una partnership, non esclusiva, con Ticketmaster, mantenendo anche il rapporto con Ticketone. Secondo la ricostruzione di Zed, avvisati dell'intesa «i manager di Ticketone tentano di convincere Valeria Arzenton a rinunciare all'accordo, arrivando a minacciare una “guerra”». Il 20 settembre 2018 l’Autorità Garante della Concorrenza (Agcm) promuove un’istruttoria per verificare l’abuso di posizione dominante di Ticketone nel mercato della vendita dei biglietti; Ticketone e i nuovi affiliati intraprendono una strategia di boicottaggio e ritorsioni contro Zed e contro Arzenton per l'accordo con Ticketmaster, «arrivando anche a offese di genere e iniziative gravemente pregiudizievoli». A fronte di una situazione «drammatica e insostenibile», Arzenton nel novembre 2018 contatta Agcm chiedendo di poter deporre e viene convocata in audizione dove riferisce delle pressioni subite, presentando anche la relativa documentazione. A maggio dell’anno vengono depositate da Agmc le risultanze finali e il resto è storia recente, fino all’epilogo dell’altro giorno. «Questa sentenza rappresenta un importante segnale per tutto il settore», ha commentato Arzenton, supportata nella battaglia da diversi artisti, uno su tutti Renato Zero, che nel 2019 durante un concerto espresse la sua solidarietà alla causa esortando il pubblico a sostenerla «affinché le strutture possano riprendere a funzionare senza minacce e senza violenze. Il provvedimento conferma la veridicità di tutto quanto da me lamentato e rappresenta un caposaldo per tutto il settore perché va nella direzione di una generale apertura del mercato, superando logiche e consuetudini consolidate che non facevano bene alla libera iniziativa e all'intraprendenza. È anche un messaggio di grande valore per tutte le donne: non è facile per noi fare impresa in questo Paese. Adesso però è il momento di guardare avanti e lavorare tutti insieme, come operatori del settore, per affrontare le difficoltà generate da questa terribile pandemia ed essere pronti a ripartire nel segno della cultura e dello spettacolo». •

E.ZUP.