L’EDITORIALE

Ci scuote l'ennesima violenza sulle donne

Ancora un femminicidio. Assurdo e terribile. Un uomo respinto uccide. Anche in questo caso siamo di fronte al grande problema culturale dell’uomo che vive il rapporto con la donna in modo frustrato, immaturo e violento. Ed è sul piano della durezza della pena ma anche della formazione, della pedagogia scolastica che occorre agire. Ma c’è di più. Quando avvengono delitti come questo in una piccola comunità, vuol dire che il paese stesso smette di essere piccolo, sta acquistando gli aspetti delle città medie o grandi. Ed in effetti è quello che sta avvenendo nei nostri territori. Chiara abitava nello stesso palazzo del suo assassino a Calmasino di Bardolino sul lago di Garda. Come in tutti i condòmini delle grandi metropoli si fanno vite parallele. Ci si incrocia, ci si saluta, ma spesso non ci si conosce veramente. Probabilmente Chiara e il fidanzato non comprendevano sino in fondo che sotto di loro era acquattato un mostro. Senza quel controllo sociale fatto di rapporti, amicizie, parentele e solidarietà chi fa del male non ha problemi a confondersi. Adesso è l’ora delle lacrime, e ci stringiamo con forza ai genitori di Chiara, ma poi occorre davvero riflettere su un modello sociale che ci rende tutti più soli e vulnerabili.

Ferdinando Camon

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