Finisce l'epoca del grande Satana

Dopo 54 anni la bandiera americana torna a sventolare a L'Avana davanti all'ambasciata Usa a Cuba. Si chiude così un'epoca, anche se la rivoluzione cubana era finita da tempo. Ciò che restava erano alcuni riti e alcuni miti, a partire da quello di Che Guevara, ben più immaginifico dello stesso Fidel Castro. Dopo il crollo del muro di Berlino e la fine dell'Unione Sovietica era rimasta soltanto la piccola isola a perpetuare una solitaria guerra ideologica contro il «grande Satana» statunitense. Con l'uscita di scena di Fidel Castro e l'ascesa del fratello Raul si era capito che lo stesso caso cubano era diventato un'anomalia geopolitica e un peso per la stessa popolazione dell'isola. Lo ha capito per primo proprio Raul Castro e lo ha capito Barack Obama, che ha sfruttato la crisi del terzomondismo caraibico per allargare una crepa che nemmeno l'arrivo sulla scena di un personaggio come l'ex presidente venezuelano Chavez sembrava poter rimarginare. Riti e miti si sono ben presto ridotti a letteratura storico -politica. L'occasione dunque era propizia ed è stata sfruttata grazie anche al lavoro di mediazione di Papa Francesco. La riapertura dei rispettivi canali diplomatici non sana ovviamente 54 anni di scontri, polemiche e scambi di accuse: si tratta ora di sbarazzarsi del pluridecennale embargo. Ci vorrà tempo e sarà probabilmente il futuro presidente degli Stati Uniti a mettere la parola definitiva sul caso cubano. A Obama il merito di aver insistito perché si cogliesse la grande occasione che la presidenza di Raul Castro in fondo offriva. D'altra parte, che la questione sia indirizzata su binari di definitiva normalizzazione lo dicono alcune cose che con Cuba e L'Avana c'entrano solo indirettamente. Quella bandiera che torna a sventolare avrà gli onori della cronaca, ma solo per un giorno. Gli Usa sono fin troppo distratti da una campagna elettorale già animata, e non poco, dagli show televisivi di Donald Trump, mentre l'economia mondiale è in tensione per quanto sta succedendo in Cina con la svalutazione dello yuan, e i suoi effetti. Senza parlare dell'Europa, alle prese non solo con l'ennesimo caso Grecia, ma soprattutto con una ripresa dell'Eurozona ben al di sotto delle aspettative. Insomma, pochi faranno caso alla fine di un'era che aveva fatto di Cuba l'isola paladina delle lotte di liberazione in tutto il mondo. Era rimasto solo Fidel Castro. E c'è ancora, come si è visto anche giovedì, a impugnare la bandiera ormai logora dell'antiamericanismo.