NODO CARBURANTI

Le accise? Prima serve la riforma del fisco

di Francesco Morosini

L’Italia è alla guerra di benzina e gasolio. Il governo Meloni ha deciso di non rinnovare lo sconto sulle accise varato dal governo Draghi sui carburanti per autotrazione, spiazzando e facendo imbufalire i consumatori. La qual cosa dimostra con chiarezza, proprio pensando che l’esecutivo così agendo abbia fatto la cosa giusta, il micidiale effetto boomerang che può avere per la politica il fare campagna elettorale con programmi/annuncio faciloni e demagogici. Dimostra i danni al consenso democratico di un marketing politico centrato su promesse di «elemosina corporativa». Perché la realtà è dietro l’angolo. Comunque si valuti la scelta del governo, bene ha fatto il presidente del Consiglio ad assumersene direttamente la responsabilità. È un caso classico di scelta di budget. Date le risorse (accise più Iva superano i 10 miliardi all’anno) si è scelto di ridistribuirle diversamente. L’argomento principale a favore è il carattere regressivo della precedente riduzione delle accise. Questo perché si è trattato di un provvedimento universale (prescinde dal reddito) che proprio per questo favorisce i meno bisognosi. Per altro, il trasporto in Italia è organizzato principalmente su gomma e forse, nonostante le intenzioni del governo, l’effetto dell’abolizione delle accise sui carburanti potrebbe pesare sui prezzi dei beni di consumo. Cioè avere un costo sociale da inflazione. Comunque, la questione principale è il prezzo particolarmente caro del carburante in Italia. Come gli economisti ci ricordano, ragionare di prezzo del carburante fermandosi alle variazioni di quello del petrolio è fuorviante. Infatti, vanno poi considerati i costi di raffinazione, traporto e distribuzione. Sotto questo aspetto, molti studi sul mercato italiano dimostrano come i prezzi dipendano dall’assetto del nostro mercato interno. Da considerare da parte dell’Autorità competente. Ma la vera questione attiene al carico fiscale sul settore. Altrimenti, pensare di risolvere le anomalie nel costo dei carburanti con misure parziali (come quelle adottate dal governo precedente, peraltro in condizioni emergenziali) è «calciare in avanti il barattolo». Utile solo nel breve. Il tema, se l’obiettivo è ridurre il carico fiscale, è la riforma del Fisco associata a una seria «spending review». Altrimenti pure sulla questione del prezzo dei carburanti si continuerà a navigare da un’emergenza a un’altra. Mai dimenticare che fu questa la materia che in Francia innescò la rivolta dei gilet gialli. È vero che lì fu una tassa sul carburante ecologico/classista, esplicitamente a favore di chi poteva permettersi auto «ambientalmente corrette» di settore premium, a dare fuoco alle piazze. Il governo in Italia pare battere altre ipotesi, ben cosciente che la benzina incendia pure la politica, rinfocolando la fiamma della protesta da Oltralpe allo Stivale. In ragione di ciò, le scelte di budget in alternativa allo sconto delle accise, volute come sociali, vanno spiegate bene. Resta aperta la questione del diesel e della sua minore tassazione. L’Istituto Bruno Leoni si oppone al permanere del vantaggio fiscale del diesel sulla benzina per il motivo che inquina maggiormente (meno CO2, ma più particolato e altri inquinanti) di quest’ultima. Difatti propone di pareggiarne la tassazione (a danno del diesel). Ricordiamo a latere che il gasolio già costa più della benzina; e comunque guai dimenticare che il diesel incide maggiormente sul trasporto merci e in fabbrica è usato per i generatori di energia elettrica. Cui va aggiunto che dal 5 febbraio 2023 finirà l’import russo di prodotti raffinanti rendendo il diesel più scarso. L’impatto inflattivo potrebbe essere davvero pesante, vanificando i propositi distributivi del governo. Forse con le accise era meglio fermarsi alla benzina. Se nelle emergenze la «sussidi economics» è difficilmente evitabile, è altrettanto certo che, senza affrontare nel suo insieme il binomio tasse/bilancio, si navigherà a vista a ogni crisi. Utopia? Sì, come lo è spesso il realismo.

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