L’ALLARME

Sui mercati tornano le nubi minacciose

In tutto il mondo si stava diffondendo un ben ponderato ottimismo sulla ripresa delle economie, dopo lo storico crollo dello scorso anno dovuto alle esigenze di chiusure delle attività a causa del Covid. I buoni risultati della campagna di vaccinazione, almeno in Europa e negli Usa, avevano diffuso la speranza che le manifestazioni più gravi della malattia avrebbero potuto essere tenute sotto controllo. E quindi i vari Governi, sia pure con prudenza, hanno lanciato segnali di ottimismo, sia per quanto riguarda il controllo della fase più acuta della diffusione del contagio, sia per le prospettive delle economie. Improvvisamente sono apparse nuvole nere e l’incertezza è tornata tra la gente anche per i segnali contraddittori che arrivano dalle autorità. Così il crollo delle Borse e del petrolio, mentre si cerca di fuggire dalle situazioni più incerte e si investe nel Bund tedesco, è un segnale di allarme rivolto soprattutto ai governi affinché non seguano le ricette populiste, e siano capaci di evitare i rischi di una ricaduta nelle fasi peggiori della crisi sanitaria. È vero che la somministrazione di molti vaccini dovrebbe attenuare le ospedalizzazioni e la necessità di ricorrere alle terapie intensive, e tuttavia il comportamento della variante D appare difficile da definire con precisione, e le incertezze dei governi trasmettono insicurezza presso la popolazione. Che l'Inghilterra apra tutto quando ci sono quasi 50 mila contagi giornalieri non sembra saggio. Boris Johnson sembra volersi assumere un rischio molto alto per seguire gli interessi economici di quanti hanno sofferto con le chiusure, e soprattutto le idee dei gruppi più estremisti della pubblica opinione. Anche in Italia il dibattito sulla necessità di riservare ai vaccinati l'accesso a cinema, teatri, ristoranti, sta dando luogo ad un dibattito surreale tra chi, come la Meloni, pensa che in questo modo si limiti la libertà dei singoli, e chi invece, in linea con le consolidate teorie liberali, pensa che la libertà di ognuno incontri i naturali limiti nella necessità di non danneggiare la comunità in cui si vive. Sembra elementare, ed infatti risulta dai sondaggi che la stragrande maggioranza degli elettori di Fratelli d'Italia e della Lega sia favorevole ad una politica prudente, in grado di evitare, o quantomeno contenere, la diffusione del contagio. Chi deve prendere delle decisioni di investimento affronta naturalmente un rischio. Ma se questo è ampliato non solo dalla diffusione dell'epidemia, ma anche dalle incertezze della direzione politica, allora è ovvio che si cercano rifugi sicuri e si sospendono gli investimenti in attesa di avere di fronte un quadro più chiaro. Ecco spiegato il tonfo delle Borse con Milano che perde il 3,3% e quindi conquista la maglia nera. Scende anche il petrolio perché si ritiene che le prospettive di una forte ripresa della domanda potrebbero essere ridimensionate a causa di una ripresa dell'epidemia di Covid. Inoltre domenica i Paesi dell'Opec avevano deciso di aumentare la produzione di petrolio. Probabilmente i mercati, che nel primo semestre dell'anno hanno corso molto, si stanno prendendo una pausa in attesa di avere un quadro più chiaro anche per settori chiave come i viaggi e il turismo. E tuttavia la variabile cruciale appare la capacità dei governi di affrontare con lucidità il risorgere del Covid nella sue varianti. Sappiamo che non si tratta di scelte facili. Ma da esse dipende la possibilità di proseguire la ripresa dell'economia che per ora sembra bene avviata.

Ernesto Auci

Suggerimenti