IN SALA

Gli «Incroci sentimentali» raccontati da Claire Denis

di Fausto Bona
Juliette Binoche oltre i cliché del triangolo amoroso
Juliette Binoche e Vincent Lindon, protagonisti di «Incroci sentimentali»
Juliette Binoche e Vincent Lindon, protagonisti di «Incroci sentimentali»
Juliette Binoche e Vincent Lindon, protagonisti di «Incroci sentimentali»
Juliette Binoche e Vincent Lindon, protagonisti di «Incroci sentimentali»

Tra le macerie e i detriti lasciati sul campo dall’epidemia, c’è anche l’ultima pellicola di Claire Denis, scuro e lucente, impenetrabile talora, oggetto misterioso, il cui titolo italiano è «Incroci sentimentali», girato nel periodo del confinement , alias lockdown.

Il titolo originale è «Avec amour et acharnement», ben più idoneo a rappresentare la materia trattata, cioè l’eterno tema del triangolo amoroso; in cui una donna, Sara, la stupefacente Juliette Binoche, perfettamente cosciente della sua femminilità, sente risorgere l’antico richiamo di una folle passione. E dire che Sara, felicemente accoppiata con Jean da una decina d’anni - come si vede nel magnifico incipit - dopo essere stata lasciata da François, aveva conosciuto Jean proprio grazie a François.

I due infatti erano amici e lavoravano entrambi come scopritori di talenti nel mondo del rugby. Nel passato poi qualcosa si è rotto: Jean è stato in galera e François è sparito dalla circolazione. Ma da quello stesso passato riemerge François, riannoda i fili con Jean e mette in crisi Sara e il suo bel rapporto coniugale: appena Sara lo scorge dalla finestra capisce che nulla sarà più come prima.

La materia del film può sembrare, persino essere, a tratti banale, per quanto sia tratta dal romanzo «Un tournant dans la vie» di Christine Angot; il trattamento no: i personaggi lasciano il segno e restano nella mente, così come resta l’avvolgente fluidità e plasticità della messa in scena e delle immagini della Denis, costretta dalle restrizioni del lockdown a girare in interni. E Sara, anima e corpo del film, nell’interpretazione appassionata di Juliette Binoche, diventa l’incarnazione dell’ambivalenza drammatica e travolgente del desiderio femminile.