Occhio, arriva Giacobazzi «Io, ispirato dal lockdown»

Giuseppe Giacobazzi porterà in scena a Brescia sabato prossimo uno spettacolo scritto e diretto da Carlo Negri: «Un’emozione pazzesca, non vedo l’ora di riabbracciare tutti»
Giuseppe Giacobazzi porterà in scena a Brescia sabato prossimo uno spettacolo scritto e diretto da Carlo Negri: «Un’emozione pazzesca, non vedo l’ora di riabbracciare tutti»
Giuseppe Giacobazzi porterà in scena a Brescia sabato prossimo uno spettacolo scritto e diretto da Carlo Negri: «Un’emozione pazzesca, non vedo l’ora di riabbracciare tutti»
Giuseppe Giacobazzi porterà in scena a Brescia sabato prossimo uno spettacolo scritto e diretto da Carlo Negri: «Un’emozione pazzesca, non vedo l’ora di riabbracciare tutti»

Là dove tutto era (ri)iniziato. Palco del Morato, un anno fa: dopo un lungo silenzio, Giuseppe Giacobazzi tornava a riassaporare l’ebbrezza dell’incontro ravvicinato con il pubblico, perduto e ritrovato («un’emozione pazzesca: non vedo l’ora di riabbracciarli tutti»). Fra una settimana, il second coming: il ‘poveta romagnolo vinificatore’ - come ama definirsi - tornerà ad esibirsi sabato prossimo, alle 21.30, nella sala di via San Zeno in città, dove presenterà il suo spettacolo intitolato «Noi – Mille volti e una bugia», «dialogo, interiore ed esilarante sull’uomo e sulla sua maschera». I biglietti, da 23 a 39 euro, sono già disponibili in prevendita su Ticketmaster e Ticketone (www.zedlive.com) Oltre 25 anni di «convivenza a volte forzata» che Giacobazzi, al secolo Andrea Sasdelli (classe 1963), uno dei comici italiani più amati, riavvolgerà tutti d’un fiato tra avventure e aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie… Venticinque anni «vissuti dall’uomo Andrea e interpretati dal comico Giacobazzi come in uno specchio, o meglio come in un ritratto, dove questa volta a invecchiare è l’uomo e non il ritratto». Spaziando attraverso ispirazioni letterarie da Wilde a Pirandello, da Orwell a Hornby, lo spettacolo proverà a rispondere a una semplice quanto annosa domanda: «Dove finisce la maschera e dove inizia l’uomo? Il rischio è di lasciarsi dominare completamente e finisce che tu stai un passo indietro». Dicotomia che Giacobazzi affronta faccia a faccia, senza filtri. Giacché si tratta di «un problema universale che tutti viviamo quotidianamente, bugia che spesso portiamo avanti per compiacerci e per piacere a chi ci sta attorno». Scritto e diretto da Carlo Negri, lo spettacolo implica anche riflessioni annesse e connesse alla situazione che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo. «Col senno di poi ho capito come razionalizzare e sdrammatizzare: in questi due anni, ad esempio, ho imparato a cucinare e a fare la spesa senza lista, visto che durante il lockdown, in cui sono sopravvissuto alla convivenza con moglie, madre e figlia, ero l’addetto a questa mansione. Ora i primi piatti li cucino sempre io, ho imparato a fare il letto divinamente. Direi che mi sono dato. Scherzi a parte, è stato un momento di grande unità, che mi ha ispirato anche per il monologo inedito che proporrò come cappello introduttivo allo spettacolo». Nel quale, anticipa, non mancheranno improvvisazioni, digressioni estemporanee e battute nate sul momento, «quelle che fanno ridere anche me e danno al pubblico l’opportunità di constatare quanto sono pirla». A marzo, un nuovo inizio: «Esordirò in un nuovo programma che andrà in onda sul Nove, in cui i comici insegneranno a fare i comici ai vip - preannuncia -. Serve reinventarsi, ma finché i dinosauri comandano…». Non resta altro da fare: resistere! E, quando possibile, riderci un po’ su.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli