Sirio, l’atteso debutto di una promessa vera

Antonio Gilioli, in arte Sirio
Antonio Gilioli, in arte Sirio

«Segnatevi il suo nome se vi piace il cantautorato italiano: fra non molto sentirete belle cose». È l’endorsement eccellente che un veterano della scena rock autoctona come Andrea Van Cleef ha lanciato nei giorni scorsi dalla sua pagina Facebook a favore di Sirio, vero nome Antonio Gilioli, potenziale nuova promessa della scena bresciana: domani esce il suo primo singolo, «Son nel mezzo», accompagnato da un video di cui l’autore ha postato in questi ultimi giorni alcuni teaser sui suoi profili social. Il pezzo anticipa la pubblicazione dell’album di debutto «Cronache siderali», in uscita il 4 giugno per l’etichetta Rivertale Productions, che ha da poco accolto in scuderia anche un fuoriclasse come Finaz della Bandabardò e per la quale sta per uscire anche l’album a quattro mani dello stesso Van Cleef con il bluesman Diego Potron. «Dieci anni di vita sintetizzati in dieci canzoni»: così Sirio definisce questo progetto coltivato a lungo e divenuto realtà al Glotoneria Studio di Riccardo Frigoni e Cesare Madrigali a Montichiari con tre importantissimi compagni di viaggio: Stefano Doninelli, che ha scritto le parti di batteria ma anche suonato il cajòn in tre brani, Bruno Bonarrigo, attuale bassista di Cisco, e la cantante Miriam Mori, presente ai cori in tre tracce. Il sound? Dal folk al grunge, dai maestri Dylan e Young fino a Eddie Vedder, senza dimenticare l’Italia. Illuminante in questo senso il filmato che Sirio ha da poco postato online con una sua trascinante versione acustica di «Vana Gloria» degli Zen Circus. C.A. © RIPRODUZIONE RISERVATA