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Un'azienda di Quinzano salva la mucca in via di estinzione

di Pietro Gorlani
IL PROGETTO. Nel mondo ne esistono meno di 500 capi: 80 sono nell'allevamento della famiglia Cornetti
Grazie alla fecondazione assistita e al seme congelato di un toro morto 30 anni fa, la razza Bianca Valpadana «muggisce» ancora

 Una splendida vacca Bianca Valpadana dell'allevamento Cornetti
Una splendida vacca Bianca Valpadana dell'allevamento Cornetti

 Una splendida vacca Bianca Valpadana dell'allevamento Cornetti
Una splendida vacca Bianca Valpadana dell'allevamento Cornetti

Era una razza di vacca da latte condannata all'estinzione ma le tecnologie zootecniche e l'esperienza di una famiglia di allevatori di Quinzano la sta salvando dall'oblio.
In tutto il mondo sono rimasti meno di cinquecento esemplari di mucca Bianca Valpadana, per lo più concentrati nelle provincie di Modena e Reggio Emilia. Ma come si diceva, grazie al progetto avviato dell'azienda agricola Cornetti in accordo con il ministero dell'Agricoltura la bianca «macchina» da latte con le corna è tornata a muggire e produrre anche nella Bassa. Miracoli della crioconservazione, ovvero delle provviste di sperma congelate di un toro scomparso 30 anni fa. Attraverso la fecondazione assistita la stalla dei Cornetti contano 80 capi. Si tratta di un bovino che produce la metà del latte di una frisona (la classica mucca bianca e nera) ma la cui longevità e qualità della carne è nettamente superiore. Merito anche della dieta selezionata studiata dagli allevatori di Quinzano: niente soia d'importazione, niente semi di cotone o colza, che rendono il latte iperproteico e sforzano all'inverosimile l'animale: niente inni insomma alla iperproduttività. Alla filosofia della quantità si preferisce quella della qualità, con latte speciale, visto che le vacche si nutrono con loietto, trifoglio, triticale, e un'erba dal nome alchemico: veccia di Narbona. Il progetto zootecnico dei Cornetti sarà protagonista di un servizio televisivo in onda nella puntata odierna di Melaverde, la trasmissione di Rete 4 dedicata alle eccellenze agricole italiane.Come mai un'azienda agricola con 300 piò, circa 450 vacche da latte, allevamenti di suini, ha deciso di imboccare questo progetto? «L'idea ha folgorato mio fratello Sandro - spiega Giuseppe Cornetti, agronomo -; quando era bambino nella stalla c'era una sola vacca di quella razza. Otto anni si è messo in testa di allevare quella razza e ha trovato una stalla di sole bianche Valpadane in Emilia, a Mezzani, vicino a Brescello. Nel vederle ha pianto». Da lì poi è iniziato tutto. La prima vacca arrivata otto anni fa a Quinzano si chiama Fiocco di Neve. E' ancora sana ed in forma più che mai. «E' proprio questa la differenza tra la bianca Valpadana e la Frisona - prosegue Giuseppe - , sono bestie più sane, più longeve, sicuramente anche perché meno forzate. Basti pensare che per il macello la bianca Valpadana al 70% risulta di prima scelta; in una stalla di frisone il 70% è di seconda o terza». Del foraggio di prima qualità abbiamo già detto: «Eravamo stanchi di dipendere dai mercati esteri per sfamare le nostre bestie - chiudono i Cornetti -, visto che la soia è tutta di importazione e tutta Ogm. Essendo contrari agli organismi geneticamente modificati, alle nostre bestie diamo il nostro mais e il nostro foraggio; abbiamo diminuito l'apporto di proteine dalla dieta, da un 16 a un 12 percento. La bestia è meno forzata». Un progetto che paga? La carne gode di un'ottima quotazione. Ma i Cornetti puntano anche ad un diverso riconoscimento economico del latte: se la maggiore qualità del prodotto e le alte concentrazioni di calcio fossero dimostrata dagli studi in corso al ministero delle Politiche agricole (il responsabile del dicastero Luca Zaia ha visitato l'azienda), allora l'audacia bassaiola verrebbe premiata anche con i danè.

Pietro Gorlani