Un positivo al Chizzolini E scatta la quarantena

L’assessore Marco Fenaroli e la Polizia Locale fuori dal dormitorioGli ospiti del Chizzolini resteranno in quarantena suddivisi in due strutture SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo Venezia
L’assessore Marco Fenaroli e la Polizia Locale fuori dal dormitorioGli ospiti del Chizzolini resteranno in quarantena suddivisi in due strutture SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo Venezia

Davide Vitacca La subdola epidemia che sta flagellando la nostra provincia non ha risparmiato nemmeno l’anello più fragile e vulnerabile della comunità. Un ospite del dormitorio comunale Chizzolini di viale Duca degli Abruzzi, a Brescia, è risultato positivo al coronavirus: si tratta di un 50enne italiano che da venerdì è ricoverato in Poliambulanza con febbre alta, ma che sino al giorno precedente, prima che i sintomi della malattia si manifestassero, aveva trascorso parecchie notti nella struttura gestita dall’associazione Amici del Calabrone. LA NOTIZIA, giunta via telefono ai responsabili del servizio per bocca dello stesso soggetto malato, ha immediatamente messo in allarme tanto gli operatori e i volontari impegnati in prima linea nel garantire l'accoglienza quanto i 26 ospiti fissi, facendo scattare di conseguenza il tempestivo intervento sul posto da parte degli agenti di Polizia Locale, dei medici dell’Ats, dei vertici della prefettura e dell’assessore in Loggia ai Servizi sociali Marco Fenaroli. Gli ambienti sono stati isolati e le persone presenti all’interno radunate allo scopo di evitare il diffondersi del panico e per mantenere la situazione sotto controllo dai punti di vista della sicurezza sanitaria e dell’emotività. La soluzione, studiata dopo un serrato confronto tra autorità comunali, forze dell’ordine e operatori del dormitorio, ha previsto l’istituzione dell’obbligo di quarantena per tutte le persone entrate in contatto negli ultimi giorni con l’uomo risultato infetto: il che significa isolamento totale dal mondo esterno sino al 3 aprile e divieto assoluto di valicare i limiti degli ambienti assegnati. Per rendere il soggiorno forzato più facile da gestire in merito all’organizzazione delle giornate e alla convivenza prolungata — anche perché, a differenza di quanto accade ormai da due settimane al dormitorio San Vincenzo, gli ospiti erano invece tenuti a lasciare la struttura durante le ore diurne —, si è pensato di suddividere i presenti in due strutture distinte: una parte resterà al Chizzolini, mentre l’altra metà sarà trasferita entro questa sera in un altro immobile di proprietà comunale. Salvo qualche iniziale attimo di tensione dovuto allo spavento e alla legittima preoccupazione, gli ospiti si sono dimostrati comprensivi e collaborativi. «Hanno dimostrato un grande senso di responsabilità, mostrando interesse per l’incolumità degli stessi operatori che saranno chiamati a trascorrere il tempo con loro», ha sottolineato Romina Rasa del Calabrone. L’emergenza nell’emergenza imporrà alcuni cambiamenti significativi, a cominciare dal fatto che oltre alla cena si dovrà provvedere alla somministrazione dei pasti: «Preziosa sarà in questo senso la collaborazione offerta dalla cooperativa La Rete e il supporto delle numerose realtà di volontariato che si occupano dei senzatetto», ha aggiunto Rasa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA