IL GIALLO

Caos dati lombardi
Fontana: "Governo
ora paghi i danni"

Il Governatore lombardo Attilio Fontana
Il Governatore lombardo Attilio Fontana

"Sono veramente indignato da quello che sto leggendo sui giornali e delle false notizie che sono offensive, prima di tutto nei confronti della Lombardia e delle persone che lavorano per la Lombardia. Si sta dando una rappresentazione non veritiera dei fatti". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la conferenza stampa che ha tenuto nel pomeriggio insieme al vicepresidente Letizia Moratti. "Se siamo tornati in zona arancione - ha aggiunto - lo si deve al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del Governo. Ricordo che ancora prima della firma dell'Ordinanza del ministro Speranza avevo già iniziato a contestare i calcoli per l'inaccettabile discrasia sia sull'incidenza che sull'occupazione delle Terapie Intensive. Aspetto che è stato contestato anche in Conferenza delle Regioni". Con queste premesse, il presidente Fontana ha confermato che la Lonbardia non rinuncerà l ricorso al Tar. "Certamente - ha spiegato - salterà l'udienza di lunedì prossimo che era sulla sospensione dell'ordinanza del ministro Speranza del 16 gennaio che è già stata sospesa dallo stesso ministro oggi, ma andremo avanti perché la verità dei fatti sia acclarata anche a livello giudiziario".  "Chiederò - ha concluso Fontana - che nell'ambito del prossimo scostamento venga inserita una somma per il ristoro del danno causato dalla chiusura delle nostre attività".  "Non è il dato dei guariti che ha determinato l'anomalia del rapporto, questa è una fake news". Lo ha detto il direttore generale dell'assessorato al Welfare, Marco Trivelli già dg degli Spedali Civili di Brescia, parlando dell'errore di calcolo dell'RT che aveva portato la Lombardia in zona rossa. Il dg, in una conferenza stampa, ha spiegato: "L'allineamento dei dati tra RT ospedaliero e RT per sintomi, come anche per le altre informazioni che emergono dai report dell'Istituto Superiore della Sanità, sono sempre stati coerenti. I flussi di Regione Lombardia sono sempre stati costanti per 35 settimane, sempre accettati, sempre in qualche modo anche confermati da noi, come evidenza del contagio che l'Iss dava della nostra situazione regionale. In questo caso è avvenuto qualche cosa, nell'ambito dell'operatività dell'Iss che non ci è noto perchè il meccanismo di calcolo complessivo dell'RT non è noto, non è trasparente. Però per questo motivo ci è stato suggerito di introdurre, per alcuni campi, una variabile solo allo scopo di eliminare questo ostacolo temporaneo e poter avere un calcolo corretto dell'RT".  "Avevamo chiesto un confronto leale, tecnico e approfondito, di sole 48 ore, per capire se fosse giusto stare o non stare in zona rossa. Non ci è stato concesso". Così la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, spiegando che solo dopo una settimana è stato riconosciuto che "Regione Lombardia era stata messa erroneamente in zona rossa". A questo punto, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha riconosciuto l'errore e ha firmato un'ordinanza che colloca la Lombardia in zona arancione, ma "pretendeva che dicessimo che c'era stato un errore nostro - ha detto Moratti - , ma non era un errore nostro. I dati che abbiamo mandato a Roma erano dati corretti. Non lo abbiamo accettato per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese", anche perchè questo errore "è stato un danno enorme per la nostra regione".