Ad Alfianello
esplode la
«bolidino-mania»

di Cinzia Reboni
Il monumento dedicato al bolide diventato un  fenomeno  cult
Il monumento dedicato al bolide diventato un fenomeno cult
Il monumento dedicato al bolide diventato un  fenomeno  cult
Il monumento dedicato al bolide diventato un fenomeno cult

Sono passati 135 anni, ma la «bolidino-mania» resta altamente contagiosa ad Alfianello. Forse perché quel mistero cosmico non è stato mai svelato, visto che il materiale piovuto dal cielo è ancora sotto la lente degli scienziati, o perché i frammenti dell’asteroide sono esposti nei musei di mezzo mondo o battuti a cifre record sulle aste on-line. LA VERITÀ è che il meteorite piovuto sul paese della Bassa il 16 febbraio del 1883 conserva un fascino intramontabile. Il Comune ha deciso di cavalcare la scia, e dopo aver varato un monumento dedicato al meteorite, medita di intitolare una via o una piazza al bolide, o meglio al «bolidì» come comanda il lessico «bresà». «L’idea è prematura e la procedura complessa, ma chissà... - ammette il sindaco Matteo Zani -. In ogni caso siamo soddisfatti per aver innescato un circuito virtuoso tenendo viva la memoria sull’evento. Ora la gente consulta libri sul tema, si informa sulla storia e siamo riusciti persino ad avere un frammento dell’asteroide che ci è stato donato da un collezionista privato. Il nostro paese è insomma finito al centro del...cosmo». La pietra spaziale da 228 chili di peso è del resto il reperto più grande precipitato intatto sul suolo terrestre italiano. Ed ha lasciato un segno indelebile nella vita sociale e nell’attività sportiva, ispirando persino operazioni di marketing di successo. Il caseificio Bonetta, gestito dagli eredi della famiglia di agricoltori proprietaria del fondo dove si schiantò il meteorite, hanno griffato il loro burro «Bolide» e la loro caciotta «Bolidina», due prodotti di qualità caratterizzati dal logo stilizzato di un asteroide che attraversa il cielo. Il «Bolidino d’oro» è il premio assegnato ai cittadini di Alfianello che si sono distinti per meriti nel campo sociale, culturale o artistico. Sulle maglie della squadra di calcio locale per anni c’è stata la scritta Bolide. Sette anni fa, il meteorite è stato la musa ispiratrice della commedia «Gh’è dat so ’n pridù» di Pierangelo Barbieri ed Edoardo Zani. Ecco perché, anche quest’anno - sia pure con qualche giorno di ritardo rispetto all’anniversario che cadeva, anzi precipitava, la scorsa settimana -, la Pro Loco ha organizzato una celebrazione dell’evento, emblematicamente intitolata «Cielo & Terra», che richiamerà esperti del settore e delegazioni di amministratori di Comuni colpiti da asteroidi. Domenica alle 10 nella sala consiliare il docente universitario Davide Persico presenterà il libro «Meteoriti, storie cadute dal cielo». Al convegno sarà presente anche il presidente dell’Associazione Meteoriti Italia, Umberto Repetti. Infine, nella palestra comunale, sarà servito uno spiedo... cosmico. SULLO SFONDO continua la caccia a reperti e documenti d’epoca. Sui social spopolano il resoconto dell’episodio redatto dal sindaco dell’epoca Giuseppe Odoni e ampi stralci del libro «Dal cielo alla terra» pubblicato nel 1906. Tutto accade alle 14,45 di un venerdì pomeriggio grigio e freddo: alcuni agricoltori al lavoro sull’aia vedono una palla squarciare le nuvole prima di abbattersi a terra, innescando un boato pauroso. Un contadino che si trova nelle vicinanze cade a terra privo di sensi. Da Brescia a Verona si pensa all’esplosione di una polveriera. Da Capriano alle Fornaci, la terra trema come per un terremoto. IL METEORITE scava un cratere profondo più di un metro. «Le sfumature cromatiche del corpo celeste, che lascia nell’aria un acre odore di zolfo, vanno dal verde scuro al nero pece - scrive Odoni -. La piccola folla accorsa sul luogo dello schianto recupera la misteriosa pietra, che viene frantumata perché tanti vogliono portarsi a casa un souvenir del bolidino». Subito nasce la leggenda che la meteora ha facoltà magiche. È però puramente scientifico l’impulso che spinge il sindaco ad impossessarsi di un blocco di 5 chili e 250 grammi che viene inviato agli studiosi di Brescia. I frammenti del bolidino finiranno successivamente in 24 musei, fra cui quelli del Vaticano, di Berlino e New York. Altri campioni furono e sono oggetto di ricerca negli Usa. Ad oltre un secolo di distanza, attorno all’anniversario dell’evento celeste, le schegge della meteora ricompaiono su internet: reperti del peso di 20 grammi vengono offerti a oltre 2 mila dollari. Sulla base di questa quotazione, l’intero meteorite varrebbe oggi circa 23 milioni di euro. •