Appello degli ambientalisti
«Amianto da rimuovere»

Una richiesta ufficiale per rimuovere, smaltire e bonificare la zona dove da oltre 40 anni si trovano alcuni tubi in fibrocemento. È questo ciò che chiederà nei prossimi giorni il Comitato «Basta Amianto» di Carpenedolo presieduto da Monica Giobini. I tubi, che con ogni probabilità si trovano all’aria aperta in quanto erano avanzati durante l’opera di posizionamento della condotta idrica, sono finiti sotto la lente di ingrandimento del Comitato che si occupa di sensibilizzare la popolazione della Bassa bresciana sulla presenza di amianto nel territorio. «Prima di affrontare il problema dell’acquedotto composto anche da un tubo lungo quasi due chilometri in amianto, occorre affrontare la questione più immediata», ha aggiunto Monica Giobini. In seguito ad un sopralluogo realizzato dagli ambientalisti nelle ultime ore, ciò che è balzato all’attenzione degli ecologisti di «Basta Amianto» e Legambiente è la presenza di quei tubi accatastati all’interno del recinto dell’acquedotto comunale: «Vanno rimossi e smaltiti. Serve bonificare l’area - dicono gli ambientalisti - e in questi giorni inoltreremo una richiesta ufficiale agli enti competenti. È assodato che l’amianto è materiale pericoloso. Abbandonare per decenni quei tubi è qualcosa di grave e paradossale. Ci meravigliamo tanto degli abbandoni di materiale nelle rogge da parte di cittadini privati, ma qui la situazione è peggiore», ha messo in evidenza la presidente di «Basta Amianto» Monica Giobini. In un secondo momento, invece, verrà affrontato il tema dell’acqua che scorre nel tubo in amianto dell’acquedotto comunale. «È vero che i protocolli dell’Oms ritengono che l’amianto in acqua non crea problemi, ma nello stesso tempo ci sono degli studi di Iarc che sostengono l’esatto contrario. Due scuole di pensiero contrapposte, che al momento non permettono di sbilanciarsi sul problema in particolare», ha concluso Giobini. V.MOR.