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Atti sessuali con giovanissimi, il pm: "Processo per il bidello"

di Paolo Cittadini
Il 57enne ha ammesso gli episodi in una primaria di Travagliato. Per il perito che l'ha visitato sarebbe affetto da vizio parziale di mente.

A luglio di un anno fa era stato arrestato con l’accusa di avere consumato atti sessuali con minori, corruzione di minore e tentata prostituzione minorile. A distanza di dieci mesi la procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per il 57enne bidello della scuola primaria di Travagliato finito in manette e ai domiciliari dalla scorsa estate. Nei prossimi giorni il gip dovrebbe fissare la data dell’udienza preliminare. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, in cambio di piccole mance (cinque euro al massimo) avrebbe convinto alcuni giovanissimi studenti della primaria (quattro quelli coinvolti: uno ha più di 14 anni gli altri al momento degli episodi ne aveano tra i 12 e i 13) ad avere rapporti sessuali con lui. Le indagini, iniziate nel febbraio di un anno fa, erano state velocissime e avevano fatto emergere che gli episodi sarebbero avvenuti all’interno dell’abitazione dove l’uomo viveva con l’anziana madre malata. E problemi di salute, di natura psichica, li avrebbe anche il 57enne. A stabilirlo è stata la perizia psichiatrica chiesta dal sostituto procuratore Alessio Bernardi ed eseguita, nell’ambito dell’incidente probatorio, dal professor Sergio Monchieri. Secondo il perito, il 57enne sarebbe un «soggetto pericoloso» con tendenze sessuali «deviate» e affetto da «vizio parziale di mente». A fare scattare l’indagine era stato un esposto arrivato in procura. La conferma degli episodi (più di uno per ognuno dei giovanissimi e in alcuni casi solo tentati) era arrivata dalle presunte vittime ascoltate in modalità protetta. Il 57enne nel corso dell’interrogatorio di garanzia, avvenuto subito dopo l’arresti, davanti al gip si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato, ma nelle scorse settimane è stato interrogato dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta. Davanti al pm l’uomo ha ammesso le contestazioni sostenendo però di essere stato, per così dire, provocato dai ragazzini rimasti vittime delle sue presunte attenzioni.•.