Botte, sputi e violenza sessuale Lei esasperata decide di abortire

I carabinieri della Compagnia di Salò hanno effettuato l’arrestoIl caso di una donna maltrattata è stato scoperto dai carabinieri
I carabinieri della Compagnia di Salò hanno effettuato l’arrestoIl caso di una donna maltrattata è stato scoperto dai carabinieri

L’aveva messa in ginocchio, in tutti i sensi. Innanzitutto per umiliarla. Ma anche perché l’aveva ridotta, così credeva, in uno stato tale da non trovare la forza di reagire. Invece è andata diversamente. Lei si è rialzata, in tutti i sensi, e si è rivolta ai carabinieri. IN POCHI GIORNI i militari della stazione hanno ricostruito tutto e il quadro che ne è uscito è davvero inquietante. Ma la cosa certa è che la vittima di tante violenze ora è al sicuro, mentre lui si trova in carcere. È stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal pm Alessio Bernardi, che ha coordinato le indagini ed emessa dal gip Elena Stefana. Tutto in una decina di giorni, con tempi quindi da codice rosso. Anche la relazione non è stata particolarmente lunga, risalendo l’inizio alla prima parte del 2020. Le cose si erano però subito messe male a causa dei comportamenti del 50enne di Padenghe nei confronti della compagna. All’origine di tutto, la gelosia sfrenata dell’uomo. Sarebbe però sbagliato ricondurre tutto alla gelosia dal momento che l’indagato, 50 anni deve rispondere di maltrattamenti aggravati, violenza sessuale aggravata, lesioni aggravate e videoripresa abusiva. SULLA VITTIMA quindi si erano riversati, secondo quanto riportato negli atti giudiziari: insulti, minacce e umiliazioni. E tra queste ultime, appunto, anche l’essere costretta a mettersi in ginocchio. Ma non sono mancati anche gli sputi, violenze fisiche e una sessuale. La donna inoltre aveva il divieto di contattare i parenti. La gelosia, inoltre era così sfrenata che, sulla base degli accertamenti dei carabinieri, il 50enne aveva anche installato due telecamere nella cucina dell’abitazione con il fine di controllare i movimenti della compagna. Le hanno scoperte i carabinieri mentre stavano dando esecuzione alla misura cautelare ed ora sono sottoposte ad accertamenti. Ma c’è anche un fatto gravissimo che rende l’idea di quale fosse il rapporto di coppia. La donna ha scoperto d’essere incinta, lui per tutta risposta ha continuato a maltrattarla nella convinzione di non essere il padre del bambino. La conclusione, per la donna esasperata, è stata l’interruzione di gravidanza in ospedale. Ci sono poi state occasioni in cui solo la fortuna ha impedito che per la donna l’epilogo fosse irreversibile. Nel mese di novembre scorso tra i due si è scatenata l’ennesima discussione. Lui, prima le ha infilato in gola il telecomando della tv e poi le ha, sulla base di quanto riferito ai carabinieri, infilato un sacchetto in testa stringendo. È stato solo pochi giorni fa che la vittima ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per denunciare quanto aveva subito. Ai carabinieri della stazione di Manerba, in lacrime, ha riferito la serie di violenze subite e loro non hanno perso tempo. Sono passati subito alla ricerca di riscontri e i risultati non sono mancati. Tutto è stato trasmesso all’autorità giudiziaria. Quindi la richiesta e l’emissione del provvedimento. Una storia di coraggio e di denuncia, con una risposta immediata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari