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08.07.2020

Depuratore, ora la ricerca svela tutte le verità

La maratona di Carmine Piccolo: l’ultima protesta anti-depuratore
La maratona di Carmine Piccolo: l’ultima protesta anti-depuratore

Ci sono voluti esattamente due anni perché si infrangesse il velo di mistero che aleggiava attorno dello studio sul depuratore del Garda, redatto nel luglio 2018 dal professor Giorgio Bertanza dell’Università per conto di Acque Bresciane. Nei giorni scorsi il dossier è stato inviato al sindaco di Montichiari Marco Togni e - in forma privata - a tutti i consiglieri della Provincia. Una ricerca di 108 pagine di «analisi di siti alternativi per la costruzione dell’impianto di depurazione a servizio della sponda bresciana del lago di Garda ai fini della presentazione della Valutazione di impatto ambientale» che prende in esame sei possibili scenari. Tutti hanno come denominatore l’impianto di Peschiera proposto come unico terminale o in abbinamento ad altri collettori ipotizzati a Lonato, Montichiari, Visano, Muscoline o Gavardo e Montichiari. Ma da ieri il dossier non è più un mistero per nessuno: il sindaco di Montichiari ha infatti deciso di condividerlo sul suo profilo Facebook perchè «essendo stato pagato con i soldi di tutti i contribuenti bresciani - scrive Togni - ritengo doveroso renderlo pubblico, oltre che inviarlo direttamente al ministro Sergio Costa, e non ai consulenti del ministero. Così si renderà conto di persona di alcune cose interessanti». A partire dallo studio del 2018 «che analizza 6 diversi scenari, scesi a 4 un anno dopo». Ma «la cosa che mi ha lasciato stupefatto - spiega il primo cittadino di Montichiari - è la lettera accompagnatoria di Acque Bresciane, dove viene sottolineato che lo studio non è oggetto del Tavolo tecnico. Ma a che titolo Acque Bresciane dice questo, visto che non fa parte del Tavolo tecnico? Per quale motivo il dossier è arrivato con due anni di ritardo, e soprattutto dopo il 25 giugno, scadenza fissata dal ministero per inviare le nostre osservazioni? Ed infine, perchè lo studio non è stato mandato a tutti i soggetti del Tavolo tecnico?». Queste - e altre - domande restano in attesa di risposta. Tornando allo studio del 2018, nelle conclusioni del professor Bertanza si legge che «i risultati evidenziano, innanzitutto, che tutte le soluzioni esaminate, pur con alcune differenze, sono praticabili» e che, «analizzando i punteggi conclusivi dei diversi ambiti tematici, la soluzione di Peschiera risulta preferibile per quanto riguarda gli impianti e gli effetti ambientali, Peschiera abbinato a Lonato comporta i minori oneri economici, e Peschiera in rete con Gavardo e Montichiari è preferibile per quanto riguarda i vincoli». •

C.REB.
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