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05.12.2019

Discarica extra large, offensiva della Regione

Una delle manifestazioni contro l’ampliamento della discarica
Una delle manifestazioni contro l’ampliamento della discarica

La Regione Lombardia si schiera a fianco della Provincia nella battaglia contro l’ampliamento della discarica Bettoni di Travagliato. I privati hanno impugnato davanti al Tar il parere negativo del Broletto per l’incremento di 685.493 metri cubi di rifiuti inerti e i giudici hanno «congelato» la bocciatura, in attesa del giudizio di merito fissato per il 18 dicembre. In quella sede il Pirellone intende far valere le linee guida dell’indice di pressione, strumento che impedisce di aprire o ampliare discariche nelle aree già soffocate dai rifiuti. L’assessore regionale all'Ambiente Raffaele Cattaneo aveva confermato l’intenzione di opporsi al ricorso della società Bettoni e in questi giorni l’atto è stato depositato. «La Provincia ha negato l’autorizzazione all’ampliamento della discarica perchè è stato superato il quantitativo massimo di rifiuti stoccabile complessivamente nell’ambito di un territorio circoscritto dove è localizzato l’impianto», si legge nel ricorso al Tar della Regione. Il nodo della vicenda è il calcolo del quantitativo degli scarti tumulati. Il Tar concedendo la sospensiva «ha scritto che lo spartiacque della legge regionale sul fattore di pressione esclude dal calcolo dei rifiuti quelli già stoccati in forza di autorizzazioni rilasciate prima dell’entrata in vigore della legge regionale del 1980». Ma «il senso della disposizione - scrive la Regione - è che tutti i volumi di materiale stoccato nelle discariche autorizzate a partire dal 1980, indipendentemente dalla data di inizio dei conferimenti, concorrono al raggiungimento della soglia indicata nel criterio del fattore di pressione. Devono dunque essere inclusi nel calcolo anche i rifiuti stoccati prima del giugno 1980, se la discarica è stata autorizzata a proseguire l’attività». Se si dovessero escludere quantitativi di scarti perchè conferiti prima del 1980 in discariche autorizzate però dopo il 1980, che stoccano rifiuti mai rimossi e che costituiscono ancora fonte di pericolo e devono essere ancora assoggettati a controlli - sottolinea la Regione - «il criterio del fattore di pressione rimarrebbe incompleto e lasciato a metà, perchè l’obiettivo si arresterebbe di fronte a rifiuti di cui si conosce la quantità e che sono stati autorizzati a rimanere in loco, ma che sfuggirebbero al calcolo, senza plausibile ragione, solo perchè stoccati prima del 1980». La presa di posizione della Regione incassa il plauso del Circolo Legambiente Franciacorta, in prima fila contro l’ampliamento della discarica. «Va anche ricordato che il Pd ed il M5S di Travagliato fecero osservazioni puntuali a sostegno del diniego della Provincia. Una mobilitazione che culminò nel corteo di ottobre - sottolinea Silvio Parzanini -. In tutta questa vicenda spicca il silenzio del sindaco di Travagliato Renato Pasinetti, che in passato si era battuto contro la discarica Macogna di Cazzago, ed ora non muove un dito per contrastare questa richiesta». LA PROVINCIA, dal canto suo, ha presentato una memoria in vista dell’udienza del 18 dicembre, sottolineando l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie in occasione del procedimento amministrativo per la discarica Bosco Sella. In quella occasione - scrivono i legali del Broletto - «l’Asl aveva affermato che il territorio circostante è già stato gravato da una elevata concentrazione di cave e discariche note, alcune delle quali fonte di inquinamento delle acque, alle quali si sono aggiunti i recenti rinvenimenti di discariche abusive di rifiuti industriali pericolosi. In assoluto l’area corrisponde ai livelli di emissioni più alto per Pm10 di tutta la provincia di Brescia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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