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29.10.2020 Tags: Orzinuovi

La giunta cambia idea sulla «Città Educativa» La minoranza protesta

Il cartello rimosso dall’amministrazione comunale
Il cartello rimosso dall’amministrazione comunale

Orzinuovi non ha rinnovato l'adesione all’Aice (Associazione Internazionale Città Educative) e pertanto non è più «Città Educativa». La scelta di uscire dal sodalizio internazionale, assunta dall'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Gianpietro Maffoni, è diventata visibile a tutti nei giorni scorsi con la rimozione dei cartelli stradali che, all'ingresso del territorio comunale, significavano appunto l'appartenenza di Orzinuovi all'Aice. L'adesione alla società era diventata ufficiale nel 2013, con la sottoscrizione della «Carta delle Città Educative» da parte del consiglio comunale, allargato per l'occasione ai baby consiglieri. L’approdo al sodalizio internazionale da parte del comune guidato all'epoca dal sindaco Andrea Ratti, faceva seguito alla sottoscrizione, l'anno prima, da parte di scuole, genitori, enti, istituzioni, associazioni, gruppi sportivi locali, del «Patto per l’Educazione», che riconosce la formazione come una priorità per la comunità, le cui componenti si incontrano per promuovere forme di conoscenza reciproca, confronto di esperienze e progetti comuni. Quando però all'inizio dell'anno si è trattato di rinnovare la convenzione con l'Aice, la giunta di centrodestra ha deciso di recedere, non condividendo alcune finalità dell'associazione, considerate di sinistra. LA CARTA ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione delle diversità per favorire l’integrazione e si fonda su una nutrita lista di atti e convenzioni internazionali siglate nel corso degli anni. L'amministrazione Maffoni ha senz'altro in serbo nuove iniziative per scuole e famiglie di Orzinuovi, ma non intende avvalersi di un logo che esula dai suoi programmi. La minoranza addossa la responsabilità della rimozione a Federica Epis, assessore al bilancio. «Epis fa rimuovere i cartelli di Città educativa, perché promuovono un messaggio che non condivide - accusano i consiglieri dell'ex maggioranza -. I cartelli, messi o tolti, forse non risolvono i problemi quotidiani, però queste cose danno sempre il segno dell'approccio e contribuiscono a costruire, o a disfare, la cultura di una comunità».

R.C.
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