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05.04.2020

Monzeglio di origini piemontesi nelle sue interviste racconta dell’esperienza dell’amico conosciuto sui banchi

Remo MonzeglioIl sindaco ha dovuto chiudere il cimitero di  PompianoGiancarlo  Comincini
Remo MonzeglioIl sindaco ha dovuto chiudere il cimitero di PompianoGiancarlo Comincini

Riccardo Caffi Da Pompiano all'Uruguay, un fronte unico contro il coronavirus. Remo Monzeglio, viceministro al Turismo del governo di Montevideo, nel corso delle frequenti interviste tv va facendo conoscere al suo Paese i consigli del sindaco di Pompiano Giancarlo Comincini sulle misure da adottare per arginare la diffusione della pandemia. Comincini e Monzeglio sono amici sin dagli anni Settanta, quando sedevano sui banchi dell'Istituto Professionale Alberghiero «Erminio Maggia», a Stresa, sul Lago Maggiore. «La scuola accoglieva anche alcuni alunni stranieri - ricorda il sindaco - tra cui Remo, nato in Uruguay da genitori emigrati dal Piemonte». DOPO LA FORMAZIONE al Maggia, Monzeglio ha studiato all’Holiday Inn University di Memphis (Usa), ha diretto prestigiosi alberghi, ha fondato l’Ithu-Politecnico di Montevideo e una società per consulenze di marketing alberghiero. Un mese fa è stato nominato viceministro al Turismo. «L'Uruguay è nella fase iniziale dell'epidemia ed è quindi importante infondere subito ai cittadini la consapevolezza del pericolo, alla luce dell'esperienza italiana - dice Comincini -. Ho raccontato a Remo del dramma che stiamo vivendo, delle fondamentali precauzioni per evitare il diffondersi del contagio e delle ragioni sottostanti alla decisione, per me molto sofferta, di chiudere il cimitero, una misura che ha molto impressionato il mio amico». Ecco un passaggio di una delle interviste rilasciate dal viceministro. «L’altro giorno, lo racconto in breve, ho parlato con un ex compagno di classe italiano, sindaco di un paesino che si chiama Pompiano, circa 3.800 abitanti, che si trova nel cuore della Lombardia. Questo amico mi diceva: “Remo, ho dovuto chiudere il cimitero. Abbiamo seppellito dieci persone in una settimana. Sai come si sono contagiati e come ci contagiamo e perché ho chiuso il cimitero? Perché la gente lì toccava i rubinetti e, ovviamente, coloro che si recavano al cimitero lo facevano per andare a trovare i loro cari”». «L’altro caso che mi ha riferito - ha continuato il ministro - è l'alto numero di contagi dovuto al gioco delle carte. Là è tradizione. Nei paesini italiani la sera gli anziani si incontrano per giocare a carte. Questo è un veicolo di contagio incredibile e me lo diceva atterrito. Anche le banconote e la promiscuità con cui si maneggiano i soldi più volte. Lo devo dire a tutti perché me lo ha chiesto per favore: “Dì ai tuoi cittadini di lavarsi le mani ogni volta che toccano una banconota, di non toccare le maniglie di porte che sanno non essere sterilizzate”. Questo è il dramma che si vive in Lombardia, epicentro di tutta la pandemia». Dopo l'intervista l'uomo di governo ha telefonato al sindaco di Pompiano. «Grazie caro amico per le raccomandazioni che come ben hai detto ho cercato di trasmettere ai miei connazionali - ha detto Monzeglio -. Qui siamo ai principi di questo incubo con 4 morti fino ad adesso e stiamo facendo un grande sforzo per convincere tutti a restare a casa e non trasportarsi altrove in questa settimana Santa che speriamo sia più Santa che mai». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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