Schianto mortale all’incrocio Due paesi uniti dallo strazio

Montirone  La motocicletta di Nicola Fanizza distrutta anche dalle fiamme dopo lo schianto FOTOLIVEI rilievi  sul luogo dell’incidente mortale FOTOLIVE
Montirone La motocicletta di Nicola Fanizza distrutta anche dalle fiamme dopo lo schianto FOTOLIVEI rilievi sul luogo dell’incidente mortale FOTOLIVE

È stata una serata di strazio, di penosa concitazione quella trascorsa da tante persone a Montirone lunedì. Nonostante l’ora in cui si è verificato il dramma sono stati in tanti a essere indirettamente coinvolti da quanto è successo poco dopo le 22,30; dal terribile incidente stradale a causa del quale Nicola Fanizza, nato il primo gennaio del 1984 e residente da poco proprio a Montirone, ha lasciato sull’asfalto i suoi 37 anni di vita. Alla guida della sua motocicletta, ora ridotta a un rottame, viaggiava con una donna verso Borgosatollo quando, all’incrocio con via Canossi, vicino al centro sportivo, per motivi che devono ancora essere chiariti ufficialmente, si è scontrato con una autovettura. L’urto violentissimo ha sbalzato di sella i due in sella mentre la moto prendeva fuoco: per l’uomo, nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari, non c’è stato niente da fare. Probabilmente l’urto è stato così violento che è morto sul colpo. La donna invece si trova ricoverata all’ospedale civile di Brescia in gravi condizioni. Lievi le conseguenze per l’automobilista, trasferito all’ospedale di Manerbio in codice verde per accertamenti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, tre ambulanze e, vista la gravità dell’incidente, anche l’elisoccorso. Poi la polizia stradale del distaccamento di Desenzano e la protezione civile. Quasi tutti gli abitanti della zona, all’ingresso del paese, densa di case, e anche chi si trovava nel vicino oratorio, messi in allarme dalle sirene e dal rumore dell’elicottero sono corsi in strada, ovviamente trattenuti dall’avvicinarsi troppo alla tragica scena, mentre i social diffondevano la notizia accompagnata da cordoglio e preghiere. La vittima era poco conosciuta in paese perché si era trasferita da Pontevico, dove ancora risiede la famiglia originaria della Calabria, solo nel dicembre dello scorso anno; vista la situazione sanitaria e le restrizioni c’erano state davvero poche occasioni per fare conoscenze. È toccato all’abate don Federico Pellegrini, accompagnato dai carabinieri, il compito terribile di raggiungere nel cuore della notte via Crocefissa di Rosa, e presentarsi alla famiglia Fanizza Lucenti per dire a papà Francesco, alla mamma, alla sorella Maria Luisa che il loro Nicola non c’era più. «Il nostro compito in questi momenti drammatici è davvero difficile, star vicino alla disperazione umana fortissima, a un dolore indicibile che arriva così all’improvviso. Ne sono ancora scosso e soffro per il momento che stanno affrontando», sottolinea don Francesco. Anche a Montirone, dove ieri non si parlava d’altro, il cordoglio per una vita spezzata così presto, per la casualità dell’ennesimo incidente, è unanime. Sul luogo del dramma è arrivato anche il parroco don Pierluigi Chiarini, che «quando purtroppo è terminato l’intervento dei sanitari, i quali non sono riusciti a rianimarlo», ha benedetto la salma e l’ha vegliata nella notte, fino a quando è rimasta sull’asfalto per le esigenze dei rilievi. «Una scena davvero carica di sofferenza, vedere per terra una giovane vita spezzata bruscamente senza una vera ragione è davvero angosciante. Ho pregato per lui e i suoi cari», racconta. Finiti i rilievi, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale civile di Brescia.•.

Milena Moneta

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