«A Doha sette anni da favola
ma adesso rimarrò a Brescia»

Alessandro Altobelli per 11 anni ha collaborato per Al Jazeera
Alessandro Altobelli per 11 anni ha collaborato per Al Jazeera
Alessandro Altobelli per 11 anni ha collaborato per Al Jazeera
Alessandro Altobelli per 11 anni ha collaborato per Al Jazeera

Alessandro Altobelli, ex bandiera bianconerazzurra e campione del mondo 1982, per sette lunghi anni ha fatto la spola tra Doha, in Qatar, sul Golfo Persico, e Brescia. Una scelta di vita e professionale che lo ha portato a lavorare per Al Jazeera, vivendo a stretto contatto con l’Emiro. Così «Spillo» ha conosciuto il mondo arabo decidendo di vivere appieno la collaborazione con il canale sportivo di Doha e aprendosi con competenza le porte del palazzo reale di Tamim bin Hamad Althani, 36 anni, fondatore del Qatar Sports Investments, che possiede la squadra di calcio del Paris Saint Germain.

Altobelli, cosa c’è di vero nei dubbi sollevati dalla comunità internazionale?

«Tra Italia e Qatar non c’è alcuna frizione. Anzi, proprio da noi hanno fatto tantissimi investimenti. Non è un problema che ci tocca. Le tensioni con Egitto e con gli Emirati non sono nuove, ma una cosa vecchia. Già due anni questi paesi avevano ritirato i loro ambasciatori da Doha. Ora la situazione appare forse un poco più critica. Ma io mi chiedo una sola cosa: come è possibile che il Qatar, che ospita la più grande base americana del Golfo, possa finanziare il terrorismo?».

Non ha mai avuto la sensazione di lavorare e vivere in uno Stato dove il terrorismo islamico aveva molti fiancheggiatori?

«In tanti anni che ho vissuto a stretto contatto con loro non ho mai percepito nulla di strano. Ci hanno sempre trattato bene».

Ma gli investimenti italiani non si sono fermati al settore del lusso. Nel mirino ci sarebbero i soldi fatti avere per l’ammodernamento delle moschee e le scuole coraniche, comprese quelle bresciane.

«Penso che finanziare una moschea non sia un reato. Finanziare il terrorismo è un conto, sostenere i luoghi di culto un altro. Non c’è reato, è solo un aiuto concreto dato alla gente musulmana. È logico che se il problema diventa un altro, pure io non lo condivido».

Con quello che sta succedendo tornare da italiani in Qatar forse non sarà semplice. «Dopo 11 anni ho terminato la collaborazione. Non è più un mio problema. Ci tornerò da turista e a trovare i tanti amici. E poi nel 2022 ci saranno i Mondiali». Forse.