Allergie e vaccini Covid una convivenza possibile

Si studiano le relazioni tra allergie e vaccino
Si studiano le relazioni tra allergie e vaccino

[FIRMA]Lo abbiamo atteso a lungo nei mesi più difficili della pandemia, abbiamo sperato e fatto il tifo per i ricercatori, al lavoro in una corsa contro il tempo nei laboratori di tutto il mondo. Ora che il vaccino contro Sars-Cov-2 è realtà, agli entusiasmi iniziano ad accompagnarsi dubbi e qualche timore da parte di chi soffre di allergie, ed è spaventato dalle possibili reazioni improvvise e violente orchestrate dalla risposta immunitaria. Complice, forse, la notizia dei primi casi di reazioni anafilattiche al vaccino subito dopo il V-Day di fine dicembre. Che ha fatto montare gli interrogativi degli allergici, comunità molto variegata che rappresenta il 20 per cento della popolazione e sarà quindi decisiva nell’assicurare l’obiettivo dell’immunità di gregge. «Innanzitutto dobbiamo distinguere le reazioni allergiche – specifiche reazioni immunitarie che si sviluppano in individui predisposti, e che vanno dall’orticaria ai sintomi respiratori fino allo shock anafilattico – dai comuni eventi avversi dovuti al vaccino, come dolore nel sito di iniezione, stanchezza o mal di testa», chiarisce Massimo Cinquini, responsabile del Servizio di Allergologia degli Spedali Civili, cui molti pazienti si stanno rivolgendo via mail, per telefono o in occasione dei controlli per avere lumi sul da farsi. Se le reazioni allergiche ai vaccini già noti sono una su un milione, i dati sull’immunizzazione contro Covid parlano di 10 casi su un milione: si tratta comunque di casi sporadici, con una frequenza più alta che interessa in particolare le persone con una storia di allergia grave a sostanze (come farmaci, lattice, alimenti, veleno di imenotteri) che non hanno nulla a che vedere col vaccino. «Questo non vuol dire non vaccinare, piuttosto stratificare i pazienti in base al rischio che presentano», tranquillizza lo specialista, come emerge dai dati di letteratura oggi disponibili e dalle raccomandazioni dei Centers for Disease Control americani.Per tutti gli allergici atopici, ovvero chi lamenta semplice rinite primaverile, dermatite atopica, allergie alimentari con reazioni non gravi ma anche asma bronchiale ben controllata, non c’è nessuna controindicazione al vaccino anti Covid, da eseguire con la normale osservazione di 15 minuti dopo l’iniezione. «Anche per i pazienti che hanno avuto nella loro storia una anafilassi grave - ovvero una reazione allergica con compromissione di respiro e circolo - a sostanze note (come lattice, alimenti, farmaci, ecc.), o comunque non contenute nel vaccino, è indicata l’immunizzazione – spiega Cinquini -, ma vanno previste precauzioni maggiori perché c’è un rischio superiore di reazioni indesiderate: necessaria quindi un’osservazione prolungata a 60 minuti in un ambiente protetto e predisposto per trattare eventuali reazioni allergiche, con un carrello emergenze dotato ad esempio di adrenalina e cortisone». Il motivo per cui aumenta il rischio non è ancora chiarito, «l’ipotesi è che questi pazienti con allergie ad altre sostanze presentino, senza saperlo, anche un’allergia ai Peg (polietilenglicoli) e polisorbati, particolari eccipienti presenti nei vaccini contro Sars-Cov-2 – dice l’allergologo -. Non c’è motivo di pensare, invece, che il principio attivo a Rna messaggero faciliti la reazione allergica». Per condizioni specifiche come mastocitosi, anafilassi idiopatica o asma grave non controllata la vaccinazione va eseguita sotto controllo medico e con adeguata preparazione.L’immunizzazione è invece controindicata nelle persone che hanno già avuto una anafilassi grave causata da uno dei componenti presenti nel vaccino Sars-Cov-2, in particolare Peg e polisorbati. È sconsigliata anche per chi ha avuto una reazione allergica grave dopo la somministrazione della prima dose di vaccino. [CROSSHEAD]IN ITALIA sulle prime 900 mila dosi somministrate sono stati segnalati 6 casi di shock anafilattico, mentre nel Bresciano alla data di ieri non si è registrata alcuna reazione allergica grave. Il messaggio di Cinquini vuole essere un invito e una rassicurazione: «È importante che la larga parte degli allergici per cui è indicata l’immunizzazione aderisca alla campagna - dice -, perché non vaccinandosi rischiano di andare incontro a un possibile Covid, e contrastano lo sforzo collettivo volto a debellare il virus».[END]© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco