Centro Fiera, nato per correre. Obiettivo 10 mila dosi al giorno

Dall’inizio  della prossima settimana aprirà il polo dedicato ai vaccini realizzato negli spazi all’interno della struttura di via Caprera dove si stanno allestendo le postazioni
Dall’inizio della prossima settimana aprirà il polo dedicato ai vaccini realizzato negli spazi all’interno della struttura di via Caprera dove si stanno allestendo le postazioni

La Fiera è pronta. È già «hub» vaccinale. Lunedì, alle 8 di mattina, i settantenni che si sono prenotati troveranno allestito un «modulo». Ovvero, 12 linee vaccinali attive per 12 ore. L’Asst Spedali Civili le ha preparate in questi giorni. Il modulo è un modulo da 16 postazioni, in realtà. Ma lunedì si comincia con 12. Per poi salire progressivamente. A dettare l’evoluzione del centro vaccinale è prima di tutto la disponibilità di vaccini. L’obiettivo, a regime, è vaccinare 10mila persone al giorno. Per farlo il potenziale del centro dovrà dispiegarsi completamente. Il che significa mettere in funzione quattro moduli da 12 o 16 linee. «Ma il problema non è realizzarli, il padiglione, abituato alle fiere, è assolutamente attrezzato. Ha gli impianti che servono. E per quanto riguarda le strutture abbiamo aderito ai bandi quadro fatti dalla Regione per le forniture», sottolinea il direttore generale dell’Asst, Massimo Lombardo. Li paga la Regione, l’Asst si fa carico dei costi di gestione, energia etc. Il problema è disporre delle dosi: «Se oggi l’hub fosse a pieno regime non avremmo comunque vaccini a sufficienza», dice il dg. I Pfizer arrivano ogni settimana, Moderna e AstraZeneca con una cadenza più dilatata. Il primo traguardo della campagna massiva è il 24 aprile, termine fissato per vaccinare la fascia tra i 79 anni e i 75. Da lunedì è una corsa da compiere in 12 giorni. Ma anche la vaccinazione massiva è costretta ad una gradualità. Il principio in Fiera è dei moduli indipendenti: «Quando entreranno tutti in funzione, l’idea è di una specializzazione per tipologia di vaccino. Più vaccini in uno stesso modulo renderebbero complicate le operazioni», afferma Lombardo. Oggi tra via Morelli, Freccia Rossa, Roncadelle e Sarezzo si vaccinano circa 2000 persone al giorno. «E altrettante puntiamo in Fiera, anche se nei primi giorni resteremmo sotto quella soglia», precisa Maria Rosa Indelicato, la direttrice socio sanitaria che ha avuto un ruolo centrale nella gestione della partita-vaccinazioni. La massiva avrà in Fiera e Sarezzo gli hub dedicati. Le categorie continueranno negli altri centri. «Ma non si dismette nulla, si procede in parallelo», spiega Lombardo. Il dg è più realista di Bertolaso quando parla delle potenzialità del Brixia Forum. «Quattro moduli è l’ideale per gli spazi del padiglione», dice. Non saranno le cento immaginate dal consulente di Moratti, già con 48 si pone ad esempio il tema del personale. Lo sforzo sarà comune dell’intera sanità bresciana. «Si è tenuto un incontro con tutte le realtà pubbliche e private della provincia, che hanno garantito aiuto», spiega Lombardo. Nell’hub tra personale sanitario, volontari e protezione civile saranno impegnate circa 400 persone ogni giorno. Le assunzioni fatte dagli Spedali Civili da quando c’è l’emergenza Covid, benchè numerose, non basterebbero. «Una mano la dà anche la deroga che il nostro ordine ha ottenuto dal governo al vincolo di esclusività che permette ad infermieri e infermiere di prestare la propria opera presso hub vaccinali anche fuori dalla propria azienda sanitaria», spiega Stefania Pace, presidente dell’Ordine degli infermieri di Brescia. E lo dà anche il reclutamento, extra orario, che gli stessi Civili hanno fatto tra i propri dipendenti, raccogliendone la disponibilità attraverso un avviso di manifestazione di interesse. Lombardo non dimentica il «notevole supporto garantito dai medici di medicina generale». Nel frattempo in Regione sono diversi le realtà sia profit che non profit che stanno stringendo accordi per potere utilizzare spazi all’interno del Brixia Forum. •.

Eugenio Barboglio