Pandemia

Covid, risale l’allerta nel Bresciano: in due ospedali stop alle visite

di Natalia Danesi e Giancarlo Chiari
Sant’Anna e Iseo off limits per i parenti dei degenti. Nelle farmacie positivo oltre il 60% dei tamponi. Aumentano i casi tra il personale sanitario. Rimane l’incognita dei contagiati «fantasma»

Cresce a Brescia il livello di allerta per l’aumento dei contagi Covid, e già due strutture sanitarie - istituto clinico Sant’Anna e ospedale di Iseo - hanno optato per lo stop delle visite ai parenti.
Il riscontro della nuova ondata estiva arriva dal primo presidio a cui si rivolgono i cittadini, le farmacie. «Troviamo positivi oltre il 60% dei tamponi - spiega la presidente di Atf Federfarma, Clara Mottinelli -. Spesso, chiaramente, chi viene da noi ha già sintomi: raffreddore, mal di gola, febbre che viene soprattutto nelle ore serali sono quelli più comuni associati alla nuova variante». Le farmacie, che avevano ridotto l’offerta in seguito alla diminuzione del numero di contagi, sono chiamate quindi a riorganizzarsi, eventualmente ampliando la disponibilità di giorni e orari. Aumenta anche la richiesta di tamponi fai da te: «Ormai è la prima prova che fanno i nostri pazienti: fanno il tampone a casa, e poi arrivano da noi per avere la conferma, la certificazione di positività che serve per il lavoro o altre esigenze», prosegue Mottinelli. 
Non di rado, però, c’è chi si accontenta del solo test domestico. I contagi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 267 nel Bresciano (in calo rispetto ai 439 della giornata precedente) e 2.375 in Lombardia. Il tasso di positività è dell’11,2%, in netta diminuzione rispetto al 22,8% di lunedì, e con un numero maggiore di tamponi (21.153 contro 13.301)
Si è visto di peggio, nella nostra regione. Ma il timore è che i positivi «fantasma», che scelgono di non recarsi in farmacia né di effettuare un test molecolare, siano molti, molti di più. L’appello degli esperti è comunque alla responsabilità: portare le mascherine, mettersi in auto isolamento in caso di positività accertata anche solo a domicilio è fondamentale per evitare il diffondersi del contagio.
Cresce poi, se pure a livelli ancora non di allarme, la pressione sugli ospedali: in Lombardia i ricoveri Covid sono stati nelle ultime 24 ore 57 in più nei reparti ordinari e 3 in più in terapia intensiva.
E la recrudescenza della pandemia ha spinto il Gruppo San Donato a chiudere le visite a parenti e accompagnatori dei degenti all’istituto clinico Sant’Anna. Una decisione presa - confermano dall’ufficio stampa - «per tutelare i pazienti, considerando che l’ospedale ha reparti delicati come Oncologia e Geriatria». 
L’Asst Franciacorta è invece alle prese con un’ondata di contagi tra il personale sanitario. Come spiega il direttore generale Mauro Borelli «il nostro Servizio di Medicina del Lavoro ci ha trasmesso il grafico sull’andamento settimanale dei contagi che segnala un nuovo e del tutto inatteso incremento del numero di casi Covid tra i lavoratori». A giugno si è passati da 4 casi Covid settimanali, ai 28 dell’ultima settimana con inevitabili ricadute sulla disponibilità del personale in servizio. Ad accentuare le difficoltà c’è l’obbligo per il personale colpito dal Covid, anche in forma leggera, di non entrare in ospedale per evitare qualsiasi rischio. La situazione ha obbligato la direzione sanitaria dell’Asst a modificare l’orario delle visite parenti per l’ospedale di Iseo. «Tenuto conto dell’andamento dei contagi dei reparti di Ortopedia/Traumatologia, Medicina Generale e Sub-Acuti del presidio di Iseo - si legge in una nota - si ritiene opportuno sospendere momentaneamente le visite parenti per quindici giorni. Si raccomanda di tenere informati telefonicamente ogni giorno i parenti dei degenti».
Regole invariate per ora in Poliambulanza dove è autorizzato l’ingresso di un solo parente per degente tra le 19 e le 20 previa esibizione di Green pass e misurazione della temperatura. Nessuna modifica neanche al Civile dove pure le regole sono già rigide: visite consentite per ricoveri superiori alle 72 ore, obbligo di Green pass rafforzato, un solo visitatore per non più di 45 minuti. Chi deve accompagnare i parenti nei reparti deve essere autorizzato dal direttore e fornire anche un tampone negativo.
Non camb iano gli orari di visita negli ospedali della Valle Camonica e pure l’Asst Garda comunica che «non avendo alleggerito le restrizioni quando il Covid sembrava dare tregua, con l’aumento dei casi di positività in corso tutte le procedere di accesso ai reparti nelle strutture ospedaliere di Asst del Garda (Desenzano, Gavardo e Manerbio) restano invariate: obbligo di Green pass o dell’esito negativo di un tampone effettuato nelle 24 ore precedenti e orario di visita compreso tra le 13 e le 14 per solo un familiare alla volta per ogni paziente».
Hanno collaborato Silvia Avigo e Luciano Ranzanici