Crollo delle
matricole, la
Statale corre ai ripari

di M.BIG.
Maurizio Tira: rettore dell’università
Maurizio Tira: rettore dell’università
Maurizio Tira: rettore dell’università
Maurizio Tira: rettore dell’università

Normalmente per molti l’interrogativo era su quale facoltà scegliere. Quest’anno invece quello prevalente sarà «andrò all’università?». Una domanda che potrebbe riguardare tanti degli oltre 500mila maturandi italiani, 9.155 dei quali bresciani. Le «casse» familiari spesso vuote e le difficoltà negli spostamenti potrebbero infatti incidere molto sul numero delle matricole, facendolo crollare come accadde dopo il 2008. Uno studio dell’Osservatorio Talents venture prevede 35mila iscrizioni in meno in Italia, e gli atenei si stanno attrezzando per impedirlo. «Alla Statale di Brescia stiamo valutando, come Senato accademico, una riduzione delle tasse in aggiunta ai consueti incentivi alzando il limite del no tax da 13mila euro di Isee, pur restando sotto i 20mila, e si studia anche la proposta di un rappresentante degli studenti che lancia un fondo di solidarietà per chi fa fatica e potrebbe abbandonare gli studi perché l’Isee familiare non fotografa il presente. Una delibera a tema arriverà entro giugno» riferisce il rettore Maurizio Tira. Il rettore plaude alle risorse promesse dal Governo e all’ampliamento dei numeri per gli infermieri e per le borse di specialità mediche che aumenteranno l’appeal della facoltà bresciana. «Devo dire che, stando all’entusiasmo di specializzandi e studenti in Medicina nel partecipare all’emergenza della pandemia, possiamo trarre speranze dai nostri giovani» aggiunge. I test a numero chiuso si terranno a settembre in presenza, e non sarà facile per via degli enormi numeri sempre attesi. Altra facoltà che attira è Ingegneria, «nel momento in cui si è capita da un lato l’importanza della cura, dall’altro quella delle tecnologie» sottolinea il rettore, augurandosi che forse dopo quanto è accaduto si comprenda «l’ingiustizia di un calciatore pagato 15 milioni e di un ricercatore che riceve 1500 euro. La crisi ci ha mostrato la necessità di una vasta platea di studi superiori». Anche l’organizzazione avrà il suo peso. Questa sessione si chiuderà a luglio a distanza, aprendo i laboratori e le biblioteche e i tirocini. Invece dall’autunno si passerà alla fase mista, perché per alcuni corsi le aule non consentirebbero un adeguato distanziamento. «NON FAREMO però morire gli Erasmus e nemmeno il progetto Marco Polo con la Cina» rassicura Tira. Inoltre ci saranno tre novità nelle facoltà bresciane: Ingegneria delle tecnologie per l’impresa digitale, Economia sociale e imprese cooperative e Scienze giuridiche dell’innovazione. Tutto questo verrà presentato agli studenti e ai cittadini nell’unico giorno degli «UniBsdays» ridimensionati dall’emergenza sanitaria, fissato online per venerdì e annunciato ieri da Tira con Giovanni Turelli, delegato all’orientamento. Sarà una giornata intensa, dalle 10 in poi, sul tema della sharing generation, quella condivisione oggi messa a rischio. Poi talk show, stand virtuali, videopresentazioni e possibili interazioni con i partecipanti. Fra i personaggi il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala, l’economista Marco Simoni, il giornalista Beppe Severgnini e, in chiusura, il concerto della violinista Lena Yokoyama. • © RIPRODUZIONE RISERVATA