Disarmo nucleare
nel mondo:
Brescia guida l’Italia all’Onu

Brescia guida l’Italia nella stesura della dichiarazione contro la proliferazione nucleare
Brescia guida l’Italia nella stesura della dichiarazione contro la proliferazione nucleare

In rappresentanza dell'Italia sarà il Comune di Brescia, con quello di Cervia, a salutare con una dichiarazione ufficiale, firmata da Emilio Del Bono insieme ai suoi colleghi di altre centinaia di «Sindaci per la Pace» in tutto il mondo, il Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari, l'importante novità di politica internazionale che, sottoscritto da oltre 50 Stati aderenti, sarà per essi giuridicamente vincolante disponendo la messa al bando delle oltre 13 mila armi nucleari disseminate nel mondo, tutte puntate contro aree urbane densamente abitate. Brescia è il capoluogo della provincia che ha raccolto il maggior numero di adesioni in tutta la penisola per chiedere che anche l'Italia ratifichi il trattato, con la sottoscrizione da parte di 54 enti locali (tra cui il Comune, la Provincia e la Comunità montana della Val Trompia) e 74 tra associazioni, gruppi e altre realtà associative. «Brescia - dice il presidente del Consiglio comunale Roberto Cammarata - è storicamente in prima fila sui temi della pace e del disarmo. Da Paolo VI in avanti abbiamo qui una tradizione consolidata, che ha prodotto campagne come quella per la messa al bando delle mine antiuomo o per la riconversione delle fabbriche d'armi, unendo su questi obiettivi i mondi cattolico, laico e progressista nella promozione della pace e della cooperazione internazionale». «DOMANI ALLE 12.15 - annuncia Cammarata – una delegazione composta dai rappresentanti delle diverse realtà istituzionali e associative aderenti alla campagna contro le armi nucleari sarà davanti ai cancelli della base militare di Ghedi per un momento di riflessione, al termine del quale verrà consegnato un documento al comandante». Inoltre, aggiunge, in fase di ultimazione un video in cui diversi esponenti della mobilitazione in corso presentano immagine e documenti per sensibilizzare chi lo vedrà sui canali telematici e nei social network. In preparazione anche un manifesto che pubblicizza questa presa di posizione istituzionale: a Brescia verrà affisso negli spazi comunali, nelle bacheche delle biblioteche e delle sale di lettura. «MOLTO POSITIVO - è poi il giudizio di Cammarata sull'appello di vasti settori del mondo cattolico bresciano per il disarmo atomico - perché nell'attuale situazione internazionale la minaccia di un possibile riarmo atomico necessita di una reazione ferma e corale. Il fatto che da domani nel diritto internazionale le armi nucleari saranno proibite è eclatante, come quando furono bandite le armi chimiche e batteriologiche». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Flavio Marcolini