«In Fiera possiamo già vaccinare 2.500 persone Ma servono più dosi»

Gli ampi spazi del Centro Fiera di via Caprera possono consentire un elevato volume prestazioni Claudio Sileo, l’assessore Alessandra Locatelli e Massimo Lombardo
Gli ampi spazi del Centro Fiera di via Caprera possono consentire un elevato volume prestazioni Claudio Sileo, l’assessore Alessandra Locatelli e Massimo Lombardo

«Siamo pronti per vaccinare 2500 persone al giorno», spiega Massimo Lombardo, direttore generale degli Spedali Civili. Un potenziale però che attualmente è inespresso, «perchè non ci sono abbastanza dosi». Oggi la realtà dice 1100 e rotti vaccinazioni al giorno al Centro Fiera «ma venerdì, ad esempio, ad un certo punto il personale era inattivo: per questo dico che potremmo fare molto di più». Eppure si sono verificati dei rallentamenti, con pazienti e caregiver che hanno dovuto attendere a lungo il loro turno e, ieri pomeriggio, code nel padiglione, che il personale ha gestito con difficoltà. Lombardo parlando in mattinata, quindi prima che si verificassero i nuovi rallentamenti, dà una spiegazione: «Ci sono stati, ma quando si è sparsa la notizia della decisione della Danimarca di sospendere AstraZeneca: molti a quel punto hanno chiesto chiarimenti in sede di anamnesi, moltiplicando le domande ai medici e fermando il ritmo delle vaccinazioni», spiega durante l’inaugurazione dell’asilo Battibaleno a Costalunga, con il quale l’Asst ha un accordo per la frequenza dei figli del personale impegnato sul fronte Covid. Già domani ci sarà un ulteriore scatto in avanti della macchina vaccinale della Fiera, con una crescita delle somministrazioni. Un incremento delle linee vaccinali dunque? «In realtà il discorso delle linee vaccinali non aiuta a comprendere - dice Lombardo - . Il sistema realizzato alla Fiera infatti è all’insegna di una flessibilità che, ad esempio, in via Morelli non c’è. Alla Fiera, il concetto è quello di svincolare i medici dell’anamnesi dalla accettazione. Così se un paziente deve soffermarsi più a lungo perchè ha una storia di patologie complessa da esporre non si ferma tutto, ma altri pazienti intanto vanno avanti. Questo sistema lo applicheremo anche agli altri moduli, che apriremo dal 25 aprile in poi. Anzi lì pensiamo di implementarlo ancora di più». Gli altri tre moduli del Centro Fiera «sono sostanzialmente già pronti - precisa Lombardo - servono solo vaccini in quantità sufficiente». Oggi le dosi che arrivano con regolarità sono quelle Pfizer: ogni martedì o al massimo mercoledì di ogni settimana. Diverso invece il discorso per AstraZeneca e Moderna: «Quando arrivano a Pratica di Mare ci telefonano». Non solo più regolare ma anche più diretta la fornitura Pfizer: «Le dosi arrivano direttamente a noi, senza passaggi precedenti». L’obiettivo con l’apertura degli altri moduli resta le 10-12 mila dosi giornaliere, «con ciò non dobbiamo dimenticare che il processo è stato difficile, siamo comunque alle prese con la più imponente operazione di sanità pubblica che il nostro Paese ma, ovviamente, non solo il nostro, si è trovato ad affrontare nella sua storia. Che ci sia stata dell’impreparazione e che si siano commessi errori soprattutto nella fase iniziale è normale. Ma farsi la guerra tra regioni non serve e se prendiamo le campagne vaccinali vediamo che anche altri Paesi europei ce ne hanno messo un po’ a rodare. Il solo Paese che davvero ha bruciato le tappe e ha dimostrato grande organizzazione è Israele. Noi - dice il direttore generale dell’Asst - ci siamo confrontati online con esperti israeliani, e una cosa è emersa chiaramente: erano già preparati, non perchè si aspettassero il Covid, ma perchè avevano una preparazione specifica temendo la guerra batteriologica. Come ci hanno loro stessi confermato, hanno applicato gli schemi di risposta ad una guerra batteriologica all’emergenza Covid». •.

Eugenio Barboglio

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