cadavere a borno

L'assassino usava il cellulare della vittima: «Non l'ha cercata nessuno, solo messaggi»

«Non ho tempo adesso per i giornalisti e per spiegare perché ho lasciato il porno». Così l’assassino di Charlotte Angie, Davide Fontana,  l'impiegato di banca milanese reo confesso nella notte,  scriveva al sito BSnew.it  fingendo di essere la donna che invece lui stesso aveva ucciso mesi prima, secondo quanto riportato dall'Ansa. Al giornalista del sito d'informazione che chiedeva conto del fatto che i tatuaggi indicati dagli inquirenti sul cadavere a pezzi trovato a Borno fossero uguali a quelli dell’attrice hard, lo stesso assassino - fingendosi Charlotte Angie - rispondeva via messaggio sabato scorso: «Ah ho capito mi hanno già detto diverse persone di quella ragazza. Io sto bene fortunatamente». La redazione di BSnews.it aveva iniziato ad inviare messaggi dopo la segnalazione di un lettore il quale - si legge sul sito - aveva  riferito di aver sentito parlare su Radio24 (alla trasmissione LaZanzara di Giuseppe Cruciani) di una certa Charlotte Angie, ex commessa che si era data al mondo del porno, e di averne visionato le foto per curiosità.  Sfogliando un giornale e leggendo la lista dei tatuaggi diffusa dai carabinieri, nel tentativo di dare un nome alla vittima, era emersa la corrispondenza con alcuni tatuaggi di Charlotte Angie. Da qui gli approfondimenti della redazione, attraverso immagini e contatti con persone che con lei avevano lavorato. E nuove coincidenze si sono aggiunte alla lista, come il fatto che la ragazza avrebbe dovuto partecipare a un evento hard a Milano al quale, in realtà, non si era mai presentata. Dalle ricerche si è arrivato al numero di cellulare a cui BSnews ha scritto. Ma dall'altra parte, a rispondere spacciandosi per Charlotte Angie, c'era Davide Fontana. il quale, nelle tre ore  di interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Brescia, ha raccontato che nessuno in questi mesi ha cercato Charlotte Angie, che lui aveva ucciso a gennaio. «Solo la mamma con alcuni messaggi whatsapp e l’ex compagno sempre con messaggi. Al telefono nessuno» ha detto il 43enne impiegato di banca che ieri sera alle 22.39 è entrato nella caserma da uomo libero e ne è uscito da fermato finendo in carcere. Ha confessato l’omicidio, la distruzione del cadavere e l’occultamento, prima dell’arrivo del suo legale. In mattinata l’uomo si era presentato spontaneamente dai carabinieri nel milanese, insieme a un'amica,  per denunciare la scomparsa dell’attrice. Secondo gli investigatori il suo racconto era pieno di incongruenze e quindi in serata è stato riconvocato a Brescia dove poi ha confessato omicidio. Da gennaio ad oggi ha utilizzato il telefono della vittima. «Ho pagato anche l’affitto di casa sua» ha detto al pm Lorena Ghibaudo durante l’interrogatorio. Perché l'ha uccisa? "Durante un  gioco erotico a gennaio ho avuto un raptus" avrebbe raccontato, spiegando di averla colpita e di aver poi comprato un congelatore per riporre il cadavere. Dopo l'avrebbe sezionata, caricata a bordo dell'auto intestata alla madre della vittima, e portata a Borno. Perché in Valcamonica? Perché in passato, ha raccontato l'assassino, frequentava quelle zone e le conosceva.