«La sintomatologia persiste Rischio di problemi cronici»

di LI.CE.
Un esame radiologico
Un esame radiologico
Un esame radiologico
Un esame radiologico

Spirometria, visita e test del cammino, per intercettare alterazioni del respiro ed eventuali riduzioni di ossigeno sotto sforzo. Sono questi gli esami di base cui vengono sottoposti i pazienti reduci dall’infezione da Covid-19, nell’ambulatorio dedicato della Pneumologia degli Spedali Civili di Brescia, che hanno avviato la prima tornata di visite per valutare nell’insieme la funzione polmonare dopo la malattia. «Alcuni pazienti hanno un’evoluzione più lenta, con una sintomatologia che persiste a distanza di due o tre mesi», osserva il primario Marialma Berlendis. Si tratta di sintomi tipici: da un lato il mancafiato, le difficoltà respiratorie e qualche volta il dolore toracico, dall’altro la stanchezza persistente, che si fa fatica a superare. «Alcuni dei pazienti che iniziamo a valutare hanno recuperato molto bene, altri hanno ancora bisogno di un po’ di ossigeno: la risoluzione delle problematiche respiratorie non è sempre così veloce e scontata – prosegue -. Bisogna però capire l’arco temporale su cui stiamo ragionando: un bilancio più stabile si potrà fare solo a sei mesi di distanza». LA PNEUMOLOGIA sta partecipando ad alcuni studi multicentrici sugli esiti della patologia da Sars-CoV-2, e già alla fine della prima tornata delle visite in corso emergeranno alcuni elementi di valutazione. Tutti i pazienti con problemi verranno inseriti in programmi di follow up. «Gli esiti si vedranno nel tempo, certo il timore rimane, soprattutto per le persone giovani, per il loro futuro, dal momento che se rimarranno problemi alla sfera respiratoria andranno seguite negli anni». Secondo quanto emerso dal un meeting della Società italiana di Pneumologia (che ha confrontato i primi dati di follow-up raccolti nel nostro Paese e dai medici cinesi con gli esiti di persone che nel 2003 si erano ammalate di Sars), nei pazienti più gravi colpiti da Covid-19 il 30 per cento dei guariti potrà avere problemi respiratori cronici legati alla fibrosi polmonare (ovvero all’irrigidimento del tessuto respiratorio colpito dall'infezione), con necessità di ossigeno domiciliare e conseguenze a lungo termine, soprattutto per i malati usciti dalla terapia intensiva. • © RIPRODUZIONE RISERVATA