MOBILITA'

Metro e bus, la
sicurezza viaggia
in un soffio

«Silver Barrier» in azione  FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
«Silver Barrier» in azione FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
Metro Brescia Silver Barrier

Ora la sicurezza su bus e metropolitana non ha nulla da invidiare all’auto privata. Anzi, non è escluso che il trasporto pubblico cittadino garantisca una protezione anti Covid persino superiore. Dall’inizio dell’anno le flotte e gli infopoint di Brescia Mobilità vengono igienizzati con un nuovo sistema di nebulizzazione messo a punto da un’azienda bresciana, in grado di disintegrare in meno di un minuto miliardi di particelle virali e batteriche. Già lo usano navi, scuole, comuni, aziende: per la prima volta in Italia arriva anche sul Tpl. Si chiama «Silver Barrier» l’innovativo sistema messo a punto da Teknofog, un’azienda di 15 dipendenti che in un paio di settimane, lavorando giorno e notte, è riuscita ad adeguare la linea produttiva alle nuove richieste. Si tratta di un nebulizzatore igienizzante ad ampio spettro e di lunga durata, con efficacia garantita al 98.7 per cento fino al settimo giorno dalla singola applicazione. La quale applicazione richiede solo alcuni minuti tanto sui bus che sulla metro. Da gennaio Brescia Mobilità lo utilizza in aggiunta a tutti gli altri sistemi di protezione antivirus previsti dai protocolli Iss, con un costo di 200 mila euro per tutto il 2021. La garanzia dell’efficacia è provata dalla Sezione di microbiologia e virologia dell’Università degli studi bresciana diretta dal professor Arnaldo Caruso, che precisa di aver «valutato il prodotto in condizione estreme, su superfici infettate con miliardi di virus». E ha la conferma fotografica dal microscopio elettronico dello Zooprofilattico coordinato da Antonio Lavazza, che ha evidenziato la «piena disintegrazione dei virus e la loro completa inattivazione». Dopo un solo  minuto, la soluzione depositata anche nei pertugi più nascosti di un automezzo blocca totalmente l’infettività dell’agente virale. Il rivoluzionario prodotto è stato presentato ieri nel deposito metro di Sant’Eufemia, presenti l’assessore alla Mobilità Federico Manzoni, il direttore generale di Brescia Mobilità Marco Medeghini con l’amministratore unico di Brescia Trasporti Ezio Cerquaglia e il presidente di Metro Brescia Flavio Pasotti, il Ceo di Tecnofod Dario Mattioli, Caruso e il rettore Maurizio Tira che conferma la collaborazione di Unibs con istituzioni e aziende, con un «contributo di ricerca accelerato nell’ultimo anno dietro lo stimolo della crisi epidemica». E la prova effettuata sia su un bus che su un treno della metro ha dimostrato come in pochi minuti la soluzione si depositi ovunque e permette al mezzo di riprendere il servizio: «In questi 11 mesi di pandemia abbiamo fatto tutto il possibile in termini di organizzazione e di informazione per garantire agli utenti del Tpl il massimo della sicurezza», dice Manzoni. Le nuove paline «intelligenti» alle fermate, il conteggio elettronico in tempo reale dei passeggeri su bus e treni, le disinfezioni manuali quotidiane a cui adesso si aggiunge il «Silver Barrier»: tutto va nel senso di garantire «la protezione più ampia possibile». «Appena abbiamo avuto notizia del prodotto lo abbiamo provato – confessa Cerquaglia -. Ora chiediamo ai viaggiatori di rispettare il distanziamento in salita e discesa e di mantenere comportamenti adeguati». E per dire che in Italia è difficile trovare un Tpl sicuro come quello bresciano «ogni iniziativa gestionale che abbiamo assunto in questi mesi – aggiunge Pasotti - è stata sempre declinata in termini di sicurezza». •

Mimmo Varone

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