IL CASO/2

Ome, il sindaco si arrende: «Le ho provate tutte, ma niente da fare»

Alberto Vanoglio sindaco di Ome
Alberto Vanoglio sindaco di Ome
Alberto Vanoglio sindaco di Ome
Alberto Vanoglio sindaco di Ome

A Ome si possono visitare pregevoli chiese, godere dell’orto botanico delle conifere, lasciarsi stregare dalla bellezza del santuario della Madonna dell'Avello, del Museo del Maglio o della casa-museo Malossi. Ma recarsi in banca è un miraggio, perchè gli sportelli si sono estinti. Nel paese della Franciacorta, che conta oltre 3.200 abitanti, le due filiali hanno chiuso da tempo i battenti: Intesa San Paolo nel 2017, mentre Ubi Banca ha spento le luci nel 2019, garantendo lo sportello bancomat solo fino al 31 gennaio del 2020. Poi più niente. In paese c’è un ufficio postale, ma manca il servizio di sportello Atm e nessuna certezza di un'installazione a breve. Quello di Ome è diventato un caso emblematico.

«Dal 2019 sto cercando in tutti i modi di risolvere il problema - spiega il sindaco Alberto Vanoglio -. Purtroppo la scelta di continuare ad accorpare e tagliare le filiali ci penalizza. I nostri cittadini devono andare a Rodengo o a Monticelli, e anche se i due Comuni sono limitrofi, il disagio è notevole. Ho fatto il giro di tutte le banche, e tutti mi hanno risposto che non c'è interesse ad aprire uno sportello perchè non ci sarebbero sufficienti conti correnti, e nemmeno un bancomat, perchè non sono garantite sufficienti operazioni».

Quanto alle Poste, «sembrava cosa fatta almeno per il Postamat, poi è arrivata la pandemia e si è fermato tutto». Vero è che sono cambiate le dinamiche di utilizzo dei servizi bancari «ma c'è una fetta di popolazione che è decisamente penalizzata - aggiunge il sindaco Vanoglio, che lancia un sos -: se non una banca vera, vorrei ci fosse almeno uno sportello bancomat a disposizione della cittadinanza, per il prelievo di contanti». •. C.Reb.