Canton Mombello

Protesta dei detenuti in carcere a Brescia: "concerto" con pentole e coperchi

Si teme che le rimostranze possano degenerare. Vano l'intervento di mediazione del Garante, che ha inviato una lettere al ministero, segnalando per l'ennesima volta tutte le criticità: sovraffollamento, strutture vecchie e inadeguate, condizioni di vita insopportabili, aggressioni e atti autolesionistici a raffica
La protesta dei detenuti a Canton Mombello (foto OnlyCrew)
La protesta dei detenuti a Canton Mombello (foto OnlyCrew)
Carcere di Brescia, clamorosa protesta

Protesta improvvisa e rumorosa a Brescia nel carcere di Canton Mombello, intitolato a "Nerio Fischione". Nonostante una trattativa in fase avanzata con la Garante dei carcerati, che proprio nelle scorse ore ha inviato una lettera ai vertici ministeriali per segnalare le situazioni di criticità all'interno dell'istituto di pena, i detenuti hanno iniziato a rumoreggiare nel pomeriggio di giovedì 8 settembre, percuotendo sbarre e grate delle loro celle con pentolini, coperchi e altri oggetti metallici.

Situazione critica

Da mesi (da anni) le condizioni di vivibilità all'interno del vetusto carcere bresciano sono insopportabili. Oltre a un cronico sovraffollamento, con un numero di carcerati praticamente doppio rispetto alla capienza dichiarata, si aggiungono i disagi di una struttura malconcia, priva di aria condizionata, assente persino negli uffici amministrativi e nei locali destinati alla polizia penitenziaria. Non si contano gli episodi di violenza, le aggressioni e anche un alto numero di atti autolesionistici.

La protesta in atto viene contenuta dalle guardie, anche se si teme possa ulteriormente degenerare.

L'accordo disatteso

Lunedì i detenuti avevano annunciato che, a partire da giovedì, avrebbero protestato battendo pentole e coperchi per tre volte al giorno e che non avrebbero consumato il cibo distribuito dal servizio mensa interno. Il colloquio con la Garante dei detenuti, Luisa Ravagnani, avrebbe dovuto portare verso una protesta responsabile, per evitare di danneggiare i più fragili. Alle 16, comunque, una parte consistente dei prigionieri ha comunque manifestato, disattendendo gli accordi, battendo sulle sbarre verso la strada, dove erano presenti alcuni famigliari, e lanciando il loro grido d'aiuto: "indulto", "misure alternative", "libertà".