LE MOBILITAZIONI

Sciopero sindacati di base per la guerra, protesta corrieri Sda per orari e carichi di lavoro

Possibili disagi a Brescia e Desenzano anche per Brescia Mobilità. Ritardi e cancellazioni sulle linee ferroviarie anche in provincia e nel resto della Lombardia. Consegne a rischio.
Treno in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Brescia-Verona
Treno in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Brescia-Verona
Treno in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Brescia-Verona
Treno in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Brescia-Verona

È cominciato all’alba anche a Milano lo sciopero generale dei sindacati di base che riguarda anche il settore dei trasporti pubblici.
Il tema delle manifestazioni  è la protesta  contro «una politica e un’economia di guerra» che «taglia salari e diritti»: manifestazioni previste in molte città : da Milano a Roma, da Palermo a Torino, da Trieste a Bergamo.
I principali concentramenti si terranno nella Capitale in piazza della Repubblica dalle 10.30 e nel capoluogo lombardo in largo Cairoli alle 9.30.
Fra i promotori della protesta: Cub, Sgb, Usi Cit, Cobas, Unicobas, Adl, Usi, Si Cobas e Slai Cobas.
Per quanto riguarda i trasporti ferroviari si registrano ritardi e cancellazioni anche in Lombardia e nel Bresciano. Il personale di Trenord non è direttamente interessata dallo sciopero ma le conseguenze della mobilitazione si fanno sentire: i disagi potranno continuare fino a mezzanotte di oggi venerdì 20 maggio. Ritardi anche sulla Brescia-Iseo-Edolo ma per problemi alla linea elettrica. Per Trenitalia dovrebbero circolare le Frecce e gli Intercity: saranno garantiti i collegamenti regionali nelle fasce pendolari, anche tra le 18 e le 21.

Anche il servizio di trasporto pubblico di Brescia e di Desenzano del Garda «potrebbe essere interessato da alcune modifiche» nelle prossime ore, dalle 9 alle  11.30 e dalle 14.30 fino a fine servizio: lo fa sapere Brescia Mobilità. Potrebbero inoltre verificarsi temporanee variazioni mezz’ora prima e mezz’ora dopo lo sciopero.

«La guerra va fermata - ha sottolineato nei giorni scorsi il segretario nazionale della Cub, Walter Montagnoli a proposito di uno dei motivi della protesta -. È una vergogna per il suo carico di morti e feriti, di devastazione (...). Allo stesso tempo spalanca le porte a una pesante crisi economica che sarà sostenuto da lavoratori, pensionati, studenti, giovani, disoccupati, malati. E a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti energetici e di molte materie prime, la produzione industriale sta rallentando. Con forte riduzione del potere di acquisto. Il Governo Draghi aumenta le spese militari fino al 2% del Pil: la spesa della Difesa passerà da 25 a 38 miliardi di euro tagliando sanità, scuola, trasporti pubblici, edilizia popolare e ovviamente pensione e salari».

Sciopero generale, con presidi in tutti i territori, anche per tutti i lavoratori e le lavoratrici di SDA, azienda di proprietà del Gruppo Poste Italiane che effettua la consegna delle merci dell'ultimo miglio. La protesta è stata proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.
«Nella protesta saranno coinvolti sia dipendenti diretti sia dipendenti di società operanti in appalto che parteciperanno, provenienti da tutta Italia, dalle 10, a un presidio nazionale a Roma, davanti alla sede centrale di Poste Italiane» dicono  le organizzazioni sindacali. La protesta, aggiungono le sigle, «riguarda un settore in espansione come quello della consegna delle merci, strettamente legato all'e-commerce e che ha molte analogie rivendicative con la vertenza dei corrieri che consegnano per conto di Amazon, vertenza chiusa positivamente pochi mesi fa. I temi principali riguardano orario e carichi di lavoro, premio di risultato per tutti i lavoratori e garanzie occupazionali in caso di cambio appalto».