Scuola e tamponi: farmacie assediate, pediatri in campo

Code fuori dalle farmacie, disponibilità esaurite, poca chiarezza sui costi e sulle regole: eseguire i tamponi per il rientro a scuola per le famiglie sta diventando un’impresa
Code fuori dalle farmacie, disponibilità esaurite, poca chiarezza sui costi e sulle regole: eseguire i tamponi per il rientro a scuola per le famiglie sta diventando un’impresa
Code fuori dalle farmacie, disponibilità esaurite, poca chiarezza sui costi e sulle regole: eseguire i tamponi per il rientro a scuola per le famiglie sta diventando un’impresa
Code fuori dalle farmacie, disponibilità esaurite, poca chiarezza sui costi e sulle regole: eseguire i tamponi per il rientro a scuola per le famiglie sta diventando un’impresa

Sono tutti sull’orlo della crisi di nervi. Il tampone è diventato l’incubo centrale di una procedura così complessa, e come al solito dai contorni incerti, per la battaglia al Covid nelle classi che toglie il fiato ai dirigenti, ai genitori, agli insegnanti, alle Ats, ai medici e anche alle farmacie prese d’assalto, quelle disponibili. Le code fuori sono diventate visione comune. Dove, come, quando, perché e a che prezzo far fare il test antigenico rapido agli alunni: sono domande che non hanno trovato risposte univoche creando non solo fatica, dati i numeri del contagio, ma anche confusione e varie interpretazioni delle circolari che si sono susseguite a livello nazionale, regionale, provinciale, nonché degli accordi e le delle convenzioni da far scendere dalla carta alla realtà. Gli studenti devono recarsi tutti in farmacia a qualsiasi età per avere gratis la prova? In quali farmacie? Perché in qualche posto si paga, e cifre diverse, e in altri no? Quale documento di preciso fornito da Ats - e nel Bresciano ce ne sono due, comprendendo la camuna della Montagna- si deve portare per la gratuità, dimostrando che non si tratta di una necessità personale bensì di sorveglianza o quarantena? Come fare per ottenere la prenotazione al più presto e, nel caso dei T0 -T5 per la sorveglianza attiva alle primarie, nel giorno in cui serve? Al momento non è del tutto chiaro. «Siamo in un pasticcio, così non va bene - commenta la presidente di Federfarma, Clara Mottinelli -. Le normative sono complicate, cambiano continuamente, riguardano fra l’altro anche il personale e pesano in un momento in cui siamo pressatissimi, anche con i vaccini per chi li fa. Io stessa lavoro dalle 8 alle 21, non puoi mandare indietro la gente che ha capito quale importanza abbia la nostra presenza in un territorio. Vedo tutti disorientati e molto preoccupati». Uno dei primi scogli è stato all’inizio il certificato da presentare: Ats ne mandava uno complessivo per tutta la classe da sorvegliare con il testing, senza nomi, e le farmacie non volevano accettarlo per la gratuità da Servizio sanitario regionale. Ora va bene pure quello, pare. Altra faccenda era il documento del pediatra per la fine isolamento che molti pediatri non volevano scrivere. La Regione ha comunicato ieri di avere steso un accordo integrativo con gli specialisti dei minori che possono effettuare direttamente il tampone nel loro ambulatorio o in spazi comunali e “adottare una scuola” per tre ore alla settimana in cui dare supporto ed effettuare all’interno l’antigenico. In quanti aderiranno? Si tratta sempre di adesioni volontarie. Come quella sui costi calmierati per i tamponi non legati a una situazione scolastica e non certificati, per esempio per un viaggio o uno sport: in certi casi il costo è di 15 euro per gli under 12, di 8 per gli over. Così in certi posti sono gratuiti gli accessi certificati per le secondarie, non per le primarie che una prima circolare indirizzava ai centri pubblici. Le cose variano da posto a posto. Alla Ferrari di Mazzano sono subissati di richieste solo dalle primarie che accettano gratis. «Cerchiamo di dare priorità agli studenti in sorveglianza, ma rallentamenti non mancano, sono tantissimi, oltre agli altri. Eppure abbiamo tre gazebo e prenotazioni dalle 6 alle 23.30, ingresso libero dalle 8 alle 16. Se si trovano, come accaduto, trenta positivi di seguito, il tempo si allunga di molto», riferisce Giulia Ferrari. «Dovrò raddoppiare orario e personale perché sono assalita, e sono spese - racconta Sandra Mazzucchelli dalla farmacia di Castenedolo -. Il problema del personale non è da poco, non si trova facilmente e anche gli addetti possono finire in quarantena». Farcom utilizza una cooperativa. Per ora in città alle comunali i tamponi si effettuano alla comunale di viale Venezia, «ma apriremo anche a Urago Mella, perché la domanda è pressante», annuncia la direttrice Maria Antonietta Iacovaccio. «Non è un servizio su cui si guadagni»,sottolinea Rocco Vergani, presidente della Spa. «Abbiamo troppa richiesta e in tempi stretti, impossibile rispondere - spiega Serena Schiavo da via Trieste -. Ci concentriamo sui vaccini, 36 al giorno. Ci è consentita solo la terza dose, tuttavia io credo che sapremmo essere convincenti, nel rapporto di fiducia, nella location famigliare, per la prima dose ai timorosi». Il preside Sergio Ziveri dall’Est 3, dove già sei classi sono oggetto delle procedure anti-contagio, conferma le difficoltà: «Ats tarda, le farmacie che non riescono a stare dietro al bisogno, i pediatri che non stendono i certificati di fine quarantena, i costi sono differenti in luoghi differenti. Tanti adempimenti, e le classi in maggioranza passano dalla sorveglianza all’isolamento perché i casi si moltiplicano in fretta».•.

Magda Biglia