Spari e paura a Breno: confermati i domiciliari

Quanto   sequestrato dai carabinieri della compagnia di Breno
Quanto sequestrato dai carabinieri della compagnia di Breno

Secondo il gip non si è trattato di tentato omicidio. Ma l’indagato rimane comunque ai domiciliari. È quanto stabilito al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo del 55enne che la sera del 3 aprile scorso ha trasformato in ore di terrore quelle che dovevano essere ore di svago a Breno. Dove si trova una cascina che era stata affittata da quattro amici per trascorrere il fine settimana di Pasqua in tranquillità, poco lontano da quella in cui abita il 55enne. Un uomo infetto dal Covid, ma che aveva deciso di unirsi alla compagnia di giovani. I quali però sapevano della malattia e che quindi non volevano avere nulla a che fare con lui. Il 55enne, inoltre, pare che non avesse solo problemi di salute, ma in quel momento di poca sobrietà. Così tutto ha preso una brutta. Da parte del 55enne ci sarebbe stata una richiesta di droga, che i quattro amici non avevano. Qui tutto, in sostanza è degenerato: i quattro si sono barricati in cascina e l’uomo ha lanciato un assalto a fucilate. Ha sfondato la porta e ha esploso due colpi anche all’interno, contro televisione e play station. Finite le munizioni è andato a casa a ricaricare il fucile. È stato in quel momento che i quattro hanno deciso di lasciare la cascina e fuggire a piedi. Ma lui è arrivato in macchina e ha tentato d’investirli. Poi, l’arrivo dei carabinieri della compagnia di Breno e la fine dell’incubo, con l’arresto, nelle ore successive, del 55enne, fuggito dalla sorella a Calcinato. Il gip ora ha escluso che quegli atti fossero «univocamente diretti a uccidere i 4 giovani, sia perché l'indagato ha consentito loro di fuggire, sia perché quando li ha incontrati successivamente non si è posto al loro inseguimento, recandosi poi di fatto a Calcinato». Quindi, secondo il giudice «sussistono a carico dell'indagato gravi indizi di colpevolezza per il delitto di violazione di domicilio aggravata dalla commissione del fatto con violenza e per il delitto di danneggiamento, reati per i quali è consentita l'applicazione di una misura coercitiva cautelare», mentre ha «escluso il delitto di tentato omicidio». Nel frattempo non si ferma però l’attività dei carabinieri di Breno che hanno già attivato infatti la procedura per la sospensione del porto d’armi del 55enne. Un atto imprescindibile alla luce di quanto successo sabato scorso.•. M.P.