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25.02.2019

Cani allerta
diabete, altri due
angeli custodi

Foto di gruppo a Manerba in occasione della consegna del diploma ad altri due cani allerta diabete Chiara con la mamma Barbara e  il suo «angelo custode» Quincy
Foto di gruppo a Manerba in occasione della consegna del diploma ad altri due cani allerta diabete Chiara con la mamma Barbara e il suo «angelo custode» Quincy

Cinzia Reboni Quincy e Red si sono «diplomati». Da ieri sono ufficialmente entrati a far parte dell’esercito dei 120 quattrozampe italiani addestrati per l’allerta diabete. Una realtà che nel Bresciano sta prendendo piede anche grazie al supporto dell’Associazione Diabetici guidata dalla presidente Edelweiss Ceccardi e dell’associazione Noi Insieme per insulino-dipendenti di Bergamo. «La nostra rete si sta radicando grazie alla collaborazione di molte realtà del territorio e, recentemente, all’aiuto del gruppo Scout Masci Brescia 2, che si è attivato per una raccolta fondi al fine di regalare un cane addestrato ad un bambino della città - spiega Roberto Zampieri, addestratore cinofilo che ha dato vita nel 2013 a Verona al Progetto Serena -. Fino a poco tempo fa il cane allerta diabete era sconosciuto ai più. Dobbiamo anche superare le perplessità e i dubbi della gente, ma le barriere cadono non appena iniziano a vedersi i risultati». I CANI ADDESTRATI riescono a prevenire le crisi diabetiche «fiutando» le molecole che segnalano il picco o il calo glicemico del loro padrone. E lanciano l’allarme: abbaiando, dando musate, leccando, finchè il loro «assistito» non mostra loro di avere tutto sotto controllo, mostrando il misuratore di glicemia. Se ciò non avviene, e il cane non ottiene nessun tipo di risposta, oppure se la persona si trova in casa da sola, l’animale è addestrato per salire su un tappetino a sensori e lanciare l’«sos». Partono cinque telefonate di soccorso, e se nessuno risponde, interviene un centralino. Inoltre, è anche possibile localizzare la chiamata attraverso il Gps, per assicurare il pronto intervento. «Il cane da allerta diabete era già stato “scoperto“ in America qualche anno fa - spiega il presidente di Serena onlus, che lo scorso anno è stato insignito del Premio Best Practices per l’innovazione da parte di Confindustria Salerno -, con la differenza che là gli animali vengono preparati, addestrati e poi venduti, con costi altissimi. Noi invece siamo una associazione onlus, interveniamo sui cani “di famiglia“ o su quelli presi al canile, che hanno così una seconda chance. E ci accontentiamo dei rimborsi spese. Non siamo semplici addestratori di cani, ma “mediatori di relazione“. Il cane da allerta diabete non migliora ovviamente la patologia del paziente, ma oltre al suo ruolo di “sentinella“, instaura con il suo padrone una relazione incredibile». Chiara lo sa bene. La ragazzina di 14 anni, di Lograto, da due anni ha un «angelo custode» di nome Quincy, uno splendido golden retriever che non la lascia un attimo. «Quando ho scoperto di avere il diabete mi è crollato il mondo addosso - racconta Chiara -. Ero demoralizzata e continuavo a chiedermi come mai era successo proprio a me. Scoppiavo a piangere. Nessuno può capire cosa vuol dire avere una crisi grave: inizio a tremare, faccio fatica ad alzarmi». «Quincy ha cambiato in positivo la vita di Chiara e, di riflesso, anche la nostra - spiega mamma Barbara -: è riuscito a ridarle il sorriso, e non era davvero un’impresa facile». Lorenzo, 11 anni, viene da Dalmine. Ieri è arrivato all’agriturismo La Filanda di Manerba per la «premiazione» di Red. «Quando ho scoperto di avere il diabete, 4 anni fa, Red era già il cane di casa. Ed ora mi assiste giorno e notte». Per amore di Lorenzo, il bellissimo esemplare di Australian Kelpie ha anche «affrontato» col suo piccolo padrone due traversate del lago di Lecco e di Suviana. «Lorenzo ama nuotare - spiega mamma Alessandra -, e Red per tener fede al suo ruolo ha dovuto... adeguarsi. Così l’ha accompagnato nell’impresa, un po’ a nuoto e un po’ dal pattino, per tenerlo sempre d’occhio». Gli istruttori cinofili del Progetto Serena sono attualmente una cinquantina. Tra loro ci sono Laura Sabbadini, titolare del centro cinofilo Ca’Nina di Manerba e uno dei punti di riferimento dell’associazione per la provincia di Brescia, e Patrik Renzi, che ieri ha consegnato i diplomi a Quincy e Red, certificando la fine del percorso di addestramento. Tra due settimane inizierà le «lezioni» anche Queen, la cucciola di golden retriever di una famiglia bresciana. Intanto prosegue l’iniziativa di sensibilizzazione, per far conoscere il più possibile la mission dell’associazione e il ruolo di questi eroi a quattro zampe: l’iniziativa è già stata presentata in alcune scuole, come l’istituto Mantegna di Brescia ed il liceo scientifico di Desenzano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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