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18.02.2020 Tags: Salò

Dalle collezioni locali alle mostre di Sgarbi Cinque anni di cultura

La sede del MuSa di  Salò, ricavato nel complesso di Santa Giustina
La sede del MuSa di Salò, ricavato nel complesso di Santa Giustina

Inaugurato nell’agosto 2015 il MuSa di Salò ha ospitato importanti mostre, portando sul lago di Garda dipinti prestigiosi di varie epoche, grazie alle mostre temporanee a firma di Vittorio Sgarbi. TRA LE SEZIONI permanenti nel complesso di Santa Giustina, sede del MuSa, troviamo il museo del Nastro azzurro, una collezione di testimonianze e documenti unici in Italia risalenti alla I e II Guerra Mondiale, la Civica raccolta del disegno, ricca di testimonianze grafiche dell’arte dal secondo dopoguerra a oggi, la sezione «Gasparo e la liuteria bresciana» con strumenti provenienti da importanti collezioni, e infine la sezione «L’arte di una capitale (1426-1797)», collezione di quadri e sculture legati alla storia di Salò dal medioevo alla Rsi. All'interno troviamo quattro secoli di storia della liuteria, la sezione del MuSa intitolata a Gasparo Bertolotti, detto Gasparo da Salò (1540-1609), uno dei principali creatori del violino moderno. Punta di diamante di questa sala è un capolavoro del maestro salodiano, il contrabbasso del 1590, conosciuto come «Biondo» perché acquistato dall'omonima famiglia e concesso in comodato al MuSa. NELLE ALTRE vetrine sono esposti cinque violini storici appartenenti alla collezione della Liacc Onlus, associazione che promuove la liuteria italiana e sostiene i giovani musicisti, e una splendida viola realizzata nel 1991 dal famoso maestro Francesco Bissolotti su modello Gasparo da Salò, donata alla città nel 2011. Dal 2019, tra tanti prestigiosi violini esposti, trova posto una copia del famoso Ole Bull di Gasparo da Salò il più celebre dei suoi strumenti, realizzato dalla scuola di liuteria «Stradivari» di Cremona con legno di abeti abbattuti nel 2018 dal ciclone in Val di Fiemme. Tra le recenti acquisizioni alcuni reperti che da novembre arricchiscono la sezione archeologica: sono quattro corredi funebri della sezione salodiana del Lugone provenienti dal vicino museo di Gavardo. Risalgono a un'area cimiteriale databile tra il I ed il IV secolo dopo Cristo, oggetti di epoca romana (lucerne, vasellame e monete) ritrovati nelle tombe.

L.SCA.
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