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05.07.2020 Tags: Toscolano Maderno

La palazzina è abusiva Si accendono le ruspe e scatta la demolizione

Ruspe in azione per demolire la palazzina abusiva a Maclino
Ruspe in azione per demolire la palazzina abusiva a Maclino

Alla fine sono intervenute le ruspe per la demolizione, mettendo i nuovi proprietari del fondo di fronte a un ordine ineludibile: palazzina abusiva, costruita in difformità dai permessi, impossibile da lasciare sul posto. Così è finita, ed è finita bene, una vicenda che nell’entroterra del Garda ha mille e mille precedenti, ma che si credeva appartenere ormai a un passati di abusi edilizi relegato alla storia di questi territori. Non è storia: è ancora attualità. IL FATTO è successo a Maclino, frazione di Toscolano Maderno, dove l’Amministrazione comunale ha agito con il necessario rigore su un tema sensibile come il rispetto delle norma urbanistiche in un comprensorio delicato come quello gardesano, che non può ammettere eccezioni e deroghe dalla legalità. «GLI ABUSI EDILIZI non possono essere sanati con un colpo di spugna: la tutela del paesaggio necessita il rigore che troppo spesso è mancato. A Maclino si è arrivati ad un’ordinanza di demolizione, per ottenere rispetto delle regole e del territorio». Non usa tanti giri di parole l’assessore all’urbanistica ed edilizia privata Ermanno Benedetti commentando la demolizione nella frazione collinare di un edificio residenziale a due piani costruito anni fa in prossimità dell’ Anfass da parte di una società (ora fallita) «in piena difformità rispetto alle autorizzazioni». I nuovi proprietari del fondo sapevano acquistando all’asta immobiliare delle irregolarità esistenti e avevano in precedenza manifestato l’assenso a provvedere al ripristino dei luoghi. Non solo demolendo la costruzione abusiva e le fondazioni, ma anche ripristinando lo stato precedente. Ora, dopo l’ordinanza di demolizione ricevuta dal Comune, il privato ha dato il via alle ruspe presentando nel contempo in municipio, un progetto edilizio con nuove caratteristiche: «Azione doverosa da parte nostra – sottolinea Benedetti –: tutto rientra nelle attività di tutela del rispetto delle regole».

L.SCA.
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