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22.10.2019

Olive, è calamità
naturale su
tutto il Garda

Annata nera per gli olivicoltori del Garda: un crollo del 95 per cento
Annata nera per gli olivicoltori del Garda: un crollo del 95 per cento

Gli olivicoltori del Garda, di tutto il Garda, hanno ufficialmente invocato lo stato calamità naturale, formalizzando il riconoscimento negli uffici delle tre Regioni Lombardia, Veneto e Trentino: le perdite arrivano al 95% del prodotto, aziende praticamente azzerate che quest’anno non fattureranno un euro. Che fosse un’annata difficile per l’olio gardesano si sapeva già da inizio estate. A frantoi aperti (quasi un eufemismo viste le pochissime olive raccolte) le grida di allarme degli ultimi mesi hanno però lasciato spazio alla dura realtà, certificando il drammatico crollo della produzione. UNA DIMINUZIONE stimata dal Consorzio tutela olio Garda Dop intorno al 95%: botta gravissima per l’intero comparto. Per questo motivo il Consorzio stesso, sodalizio che raggruppa 474 soci sulle tre sponde del lago, ha chiesto lo stato di calamità naturale ai presidenti delle Regioni Lombardia, Veneto e al presidente della Provincia Autonoma di Trento. Il dato definitivo si avrà solo a fine novembre quando terminerà la raccolta delle olive, ma la perdita produttiva ed economica è già evidente: «Gli olivicoltori - spiega Laura Turri, presidente del Consorzio Olio Garda Dop - che con la loro attività contribuiscono anche al mantenimento del paesaggio gardesano, si troveranno nella situazione di aver sostenuto tutte le spese per la coltivazione senza alcuna remunerazione per la vendita del raccolto». Data la situazione, il Consorzio si è attivato per richiedere alle autorità competenti di attivare strumenti di rimborso o di indennizzo per le imprese della filiera coinvolte. Le cause dell’annata negativa sono da ricercare nei cambiamenti climatici in atto: il freddo di maggio e il caldo intenso di giugno, seguiti da venti forti e grandine, non hanno lasciato scampo agli oliveti che quest’anno hanno prodotto pochi frutti. SUL FENOMENO della cascola verde si è mossa anche la Comunità montana Parco chiedendo all’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, la partecipazione del Servizio Fitosanitario Regionale (Sfr) alle ricerche relative all’agente o gli agenti del fenomeno, al fine di poter indirizzare gli olivicoltori verso le pratiche utili di contenimento. «In questa difficile situazione - spiega ancora Laura Turri - abbiamo richiesto alle autorità di controllo delle ulteriori verifiche per garantire la tutela del marchio Garda Dop». Infatti il pericolo in annate come queste (purtroppo quasi una certezza), è che possa essere importato olio da altre località ed essere dichiarato extravergine d’oliva delle terre gardesane. •

Luciano Scarpetta
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