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10.07.2020

Riapre il mitico «Luci d’alba» Musica per le notti del Garda

L’elegante atmosfera del locale esaltata dal pianoforte d’epoca
L’elegante atmosfera del locale esaltata dal pianoforte d’epoca

Luca Andrea Masserdotti La magia di alcuni locali storici è racchiusa nelle figure che li gestiscono. Questo è senz’altro il caso del maestro Franco Antonioli e del suo Pianobar «Luci d’alba» di Padenghe. La sua esperienza si lega a doppio filo con uno dei locali simbolo della vita notturna e della musica bresciana. Come altre attività simili, anche il «Luci d’alba» ha atteso la riapertura per motivi di sicurezza, complici le restrizioni che non permettono musica dal vivo all’interno. Il desiderio del maestro Franco Antonioli è infatti quello di ripartire senza snaturare quell’atmosfera, quel sentimento di sospensione temporale che si prova ad ogni visita. Un luogo senza tempo, in cui la musica dal vivo risulta come componente fondamentale e indispensabile. LA CLIENTELA, nonostante l’apertura avvenuta nel 1982, è incredibilmente variegata perchè il locale ha un appeal trasversale alle mode e ai gusti. C’è chi ricorda una visita negli anni ’90, chi ci è stato con il gruppo di amici, chi invece per un’uscita romantica. Giovani e adulti, senza distinzioni, tutti accomodati ad ascoltare i concerti e le esibizioni. Nulla è cambiato nel tempo, dal pianoforte datato 1863, costruito per i concerti dell’Arena di Verona e proveniente addirittura dai costruttori della famiglia Reale, alle poltrone progettate su misura proprio dal maestro, che in precedenza aveva lavorato come sarto del paese. La progettazione del locale è particolarmente curiosa: è infatti stata seguita dal proprietario in prima persona, che, con una piccola squadra, ha scavato a mano la sala inferiore, riempiendo più di quaranta camion di residui. I primi concerti del «Luci d’alba» venivano trasmessi in diretta su west Garda TV, emittente gestita dalla famiglia Antonioli e venivano curiosamente pubblicizzati perfino sui bus. Il repertorio è vario e sotto certi aspetti discorde, da Sinatra a Peppino di Capri, passando per Rino Gaetano. Scelte dettate dalla grande esperienza del maestro, che si è esibito per anni all’estero, in compagnia di musicisti provenienti da tutto il mondo, ma anche dei membri della sua famiglia: il fratello Guido è infatti il batterista e la figlia Francy è la sua seconda voce. Dettagli diventati ormai classici sono il riverbero della voce che sembra spegnersi negli angoli più angusti del locale e l’oggettistica che compone la scena. La quarantena ha costretto il Pianobar alla chiusura dopo quasi quarant’anni di attività ininterrotta, i profili social di Luci d’alba sono invece rimasti attivi, mostrando alle centinaia di followers i concerti eseguiti durante il confinamento, per colmare la distanza dagli estimatori più legati. LA RIAPERTURA è fissata per la metà di luglio e per il maestro Antonioli sarà una nuova gara da vincere, come quella in cui, negli anni ’50, arrivò primo in bicicletta e vinse la sua prima chitarra acustica (che è ancora esposta nella sala inferiore). Dato lo spirito, i buoni auspici ci sono tutti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Andrea Masserdotti
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