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17.11.2016

Una «guerra del
formaggio» sull’orizzonte
del raro Tombea

Le pezzate rosse in marcia nella zona di produzione del Tombea, il raro e squisito formaggio di MagasaUna forma di formaggio Tombea marchiata con il «logo» ufficiale
Le pezzate rosse in marcia nella zona di produzione del Tombea, il raro e squisito formaggio di MagasaUna forma di formaggio Tombea marchiata con il «logo» ufficiale

Tra Magasa e Capovalle rischia di scoppiare una «guerra del formaggio» in nome del raro Tombea, che prende nome dell’omonimo monte.

Succede che uno degli ultimi produttori, Germano Eggiolini, casaro 42enne di Magasa, di sua spontanea e legittima volontà, ha deciso di trasferirsi con moglie, due figlie piccole e 35 capi di pezzata rossa, nel Comune confinante di Capovalle: «Qui - rivela il casaro - in località San Rocco, ho acquistato un ettaro di terreno dove l’anno prossimo sorgerà la mia stalla col caseificio. Per me una scelta importante, anche perché così per le mie bimbe sarà più agevole frequentare la scuola».

Decisione legittima, che rischia però di scatenare una battaglia anche dai risvolti legali, per l’utilizzo del marchio Tombea di proprietà del Comune di Magasa. Una guerra in cui, a fare da detonatore, ci sarebbero anche nuove regole annunciate da parte della Regione.

IL COMUNE è già in fibrillazione: «Per vie indirette - spiega il sindaco di Magasa, Federico Venturini – abbiamo saputo dell’intenzione di Regione Lombardia di estendere il territorio di produzione del formaggio anche a Capovalle. Dispiace che Eggiolini abbia deciso di trasferire la sua attività nel Comune limitrofo, dopo che noi avevamo sempre cercato di agevolarlo. Ma sia chiaro - ammonisce il sindaco -: il marchio è nostro e cinque mesi fa abbiamo rinnovato alla Camera di commercio la licenza e il disciplinare. Diffidiamo chiunque a commercializzare un prodotto con il nome Tombea senza caratteristiche idonee».

SULLA STESSA lunghezza d’onda anche Davide Pace, sindaco di Valvestino e presidente della Comunità montana: «Ora si vorrebbe estendere la territorialità di produzione a Capovalle, ma ricordo che nel 2004 la direzione generale Agricoltura della Regione ha inserito nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali lombardi il Tombea con zona di produzione “Magasa e Valvestino”. A Capovalle non si è mai prodotto questo formaggio e dà fastidio che decisioni del genere siano imposte dall’alto».

Nel 2017 sia Valvestino che Magasa grazie ai fondi ex Odi, hanno in programma la continuazione della filiera produttiva del Tombea con la realizzazione di due stallecaseificio a Moerna e in Cima Rest, «Ma adesso - chiede Pace - con quale criterio si garantisce il marchio e la tipicità territoriale?».

Luciano Scarpetta
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