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14.10.2019

Da 85 anni simbolo
di pace. L’orgoglio
alpino in parata

Oltre 500 penne nere hanno invaso il paese per celebrare gli 85 anni di fondazione del gruppo Un momento della messa celebrata nella sede della sezione Le delegazioni di tutta la provincia hanno preso parte alla sfilata Anche i  muli hanno partecipato alla parata di Borgosatollo L’inchino dei rappresentanti delle istituzioni al monumento ai Caduti inaugurato quaranta anni faIl capogruppo Giovanni CoccoliI piccoli alpini crescono Veterani sempre in prima linea
Oltre 500 penne nere hanno invaso il paese per celebrare gli 85 anni di fondazione del gruppo Un momento della messa celebrata nella sede della sezione Le delegazioni di tutta la provincia hanno preso parte alla sfilata Anche i muli hanno partecipato alla parata di Borgosatollo L’inchino dei rappresentanti delle istituzioni al monumento ai Caduti inaugurato quaranta anni faIl capogruppo Giovanni CoccoliI piccoli alpini crescono Veterani sempre in prima linea

Borgosatollo, culla delle penne nere, ha abbracciato ieri una moltitudine di alpini in occasione di un doppio anniversario: l’85esimo di fondazione del gruppo e il 40esimo dell’inaugurazione del monumento ai caduti. Hanno sfilato in parata più di 500 penne nere per le strade del centro, tra due ali di folla e gli applausi della gente. Persone di tutte le età si sono strette in un simbolico abbraccio attorno a quei «grandi ambasciatori di solidarietà e portatori di speranza», per usare le parole del sindaco Giacomo Marniga. CENTOVENTI I VESSILLI che hanno sventolato dal Centro sportivo fino a via Roma, dove è stato reso omaggio ai Caduti, e poi ancora fino alla messa al campo, celebrata dal cappellano militare don Diego. L’evento è stato anche l’occasione per dare l’annuncio della nomina di Giovanni Coccoli, capogruppo della sezione di Borgosatollo da 28 anni, a Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica. «L’Italia è un grande Paese nella misura in cui sa valorizzare grandi uomini», ha sottolineato il sindaco annunciando il conferimento dell’onorificenza. Con la voce rotta dalla commozione, Coccoli ha sottolineato che «la stanchezza si fa sentire, ma le emozioni positive e la gioia prevalgono sempre. Quella di oggi è una grande festa, ma è anche un’occasione di riflessione: non posso negare la mia preoccupazione per il futuro del nostro gruppo - ha ammesso -, e di conseguenza della nostra attività. Io invecchio, qualcuno è già andato avanti. Per questo faccio un appello ai giovani: stateci vicino, unitevi a noi, siete una risorsa importante, abbiamo bisogno di voi». LA GIORNATA DI IERI ha chiuso le celebrazioni iniziate il 5 ottobre e scandite da eventi culturali, sociali e musicali: dalle mostre alla presentazione di libri, dagli incontri con le scuole ai concerti, fino all’inaugurazione della panchina rossa contro le violenze di genere. «Sono stati giorni intensi - ha ammesso il sindaco Marniga -, e il risultato è frutto di grande impegno, non del caso. Ma noi sappiamo che su di voi si può sempre contare per raggiungere obiettivi ambiziosi. Voi alpini siete la storia e il presente, e l’augurio è che possiate trovare sempre il giusto sentiero per proseguire la vostra avventura di uomini straordinari». L’INAUGURAZIONE sabato sera della panchina rossa «ci ha offerto un’occasione per riflettere contro il dramma della violenza sulle donne, che si ripete nella storia, in pace e in guerra, senza trovar fine neppure nella società di oggi». ANCHE GIANBATTISTA Turrini, presidente della sezione Alpini di Brescia, ha sottolineato il forte legame con il territorio delle penne nere di Borgosatollo e l’intensa attività del «vulcanico» Giovanni Coccoli. «Quello che contraddistingue il corpo degli alpini è il rispetto per tutto e per tutti, ma soprattutto delle regole. Che talvolta possono essere scomode, ma vanno rispettate per una convivenza civile. Ecco perché - ha spiegato Turrini - come associazione siamo favorevoli alla reintroduzione del servizio di leva obbligatorio per la sua funzione pedagogica e sociale». L’ultima parola è toccata a Michela Coccoli, figlia del capogruppo di Borgosatollo: «Hai scelto di dedicare buona parte del tuo tempo al bene comune, con grande sacrificio. Quante volte ti abbiamo visto gratificare gli altri? Ora tocca a te. I tuoi valori - ha concluso Michela - sono sempre stati più forti e importanti delle fatiche che affronti. Sapere che puoi far star bene qualcuno è la tua linfa vitale. Sei un grande, papà!». •

Cinzia Reboni
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